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Terroristi italiani arrestati: l’appello degli intellettuali a Macron

Alcuni intellettuali francesi si sono rivolti a sostegno degli ex terroristi italiani arrestati mercoledì in Francia

Gli intellettuali e le personalità della cultura in Francia sono scesi in campo per sostenere i terroristi italiani di recente arrestati oltralpe. Lo hanno fatto tramite una lettera pubblica indirizzata a Emmanuel Macron, affinché mantenga l’impegno preso dalla Francia verso gli esiliati per cui è stata richiesta l’estradizione.

Tra i firmatari, vi sono Valeria Bruni Tedeschi, l’attrice e regista naturalizzata francese e sorella di Carla Bruni Sarkozy, ma anche Georges Didi-Huberman, Annie Ernaux, Costa-Gavras e Jean-Luc Godard.

L’appello per accogliere e rispettare i terroristi italiani

Nell’appello a Macron si ricorda lo spirito della Dottrina Mitterand. Essa stabilisce che avvenga l’accoglienza in Francia degli attivisti italiani di estrema sinistra con la condizione di abbandonare ogni tipo di attività illegale. Inoltre, si sottolinea che tutti i dieci terroristi italiani hanno rispettato il loro impegno a rinunciare alla violenza.

Nella lettera si precisa che si tratta di persone che oggi hanno tra i 65 e gli 80 anni, con problemi di salute e di invecchiamento. Come si legge nella lettera: “La decisione di estradarli non può essere una questione tecnica, ma è una questione politica. La ragione e l’umanesimo sono alla base della nostra democrazia”.

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Rilasciati in libertà vigilata gli ex brigatisti

Intanto, si è garantita la libertà vigilata gli ex-terroristi italiani, in attesa della decisione definitiva di estradizione. Al momento, hanno vari obblighi da rispettare, come la presentazione due volte alla settimana alle forze dell’ordine. Mercoledì prossimo comincerà il processo per l’estradizione dei condannati in Italia per i fatti di sangue legati agli Anni di Piombo. Dunque, la detenzione degli ex terroristi italiani è durata una notte soltanto successivamente all’arresto avvenuto mercoledì mattina in Francia.

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In particolare, già nel 2007 avvenne l’arresto dell’ex Brigate Rosse, Marina Petrella. Ma a causa dei suoi problemi di salute, l’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy le aveva consesso l’asilo. A distanza di tredici anni, nell’istanza presentata dall’Italia si sostiene che sarebbe necessario verificare le condizioni attuali della donna.

Ciò vale anche per Roberta Cappelli, Giovanni Alimonti e Luigi Bergamin. Essi ricevettero il parere favorevole della Chambre d’Accusation, ma per cui non arrivò mai il “via libera” politico del capo del governo.

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