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Report viene diffidato da Ranieri Guerra per l’inchiesta sull’Oms

Report e l’inchiesta sull’Oms: Ranieri Guerra diffida il programma per la pubblicazione di atti e documenti privati

Nella puntata di lunedì 12 aprile, Report è tornato a indagare sull’Oms, in particolare sulla figura di Ranieri Guerra, ex direttore generale della Prevenzione al Ministero della Salute. Infatti, il programma di Sigfrido Ranucci ha raccontato la sottovalutazione del Covid-19 da parte della task force italiana nonostante l’allarme dato dall’Oms il 5 gennaio 2020. Ma quella stessa task force venne istituita ben 17 giorni dopo.

Inoltre, il piano pandemico italiano per far fronte all’emergenza è fermo al 2006. Eppure, c’è una legge che obbliga uno Stato ad aggiornare il proprio piano, e in Italia questo sarebbe dovuto accadere già nel 2013. Evidentemente non era un priorità in quel momento.

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Ranieri Guerra diffida Report per l’inchiesta sull’Oms

I giornalisti di Report sono anche tornati ad indagare i retroscena del ritiro del rapporto sull’Italia scritto dai ricercatori dell’Oms di Venezia. Dalle chat di Ranieri Guerra, oggi il direttore vicario dell’Oms, con Silvio Brusaferro si legge che alle spalle di questa mossa vi era anche Ghebreyesus, il direttore generale dell’Organizzazione. Egli era a conoscenza del fatto che Guerra avesse modificato il rapporto per renderlo meno problematico per il governo italiano.

Lo stesso Guerra ha deciso di diffidare il programma per impedire di pubblicare atti o documenti, tra cui chat o atti giudiziari segreti, a lui lesivi. Ma Report non si è comunque risparmiato e ha raccontato il complicato intrigo che coinvolge i più alti vertici dell’Oms. La Procura della Repubblica di Bergamo ha inserito Guerra tra gli indagati per false dichiarazioni sul rapporto italiano e sul piano pandemico non aggiornato.

Le chat tra Guerra e Brusaferro

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Ranieri Guerra.

Guerra a maggio 2020 fece sapere a Brusaferro che Oms e Italia si stavano coprendo a vicenda. Dalle chat prese in esame da Report, è emerso che a contribuire a questa strategia era anche Roberto Speranza, il Ministro della Salute. Sembra, infatti, che Speranza fosse a conoscenza di tutto, così come il suo Capo di Gabinetto e l’Istituto Superiore di Sanità.

Sembra che si siano attuati incontri riservati tra vertici, comunicazioni schiette e accordi per riscrivere il testo del rapporto. Questo ha portato ad un meccanismo complesso col fine di oscurare la verità. Alla luce dell’inchiesta condotta dal team di Report, l’Italia non era pronta per affrontare l’emergenza pandemica.

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