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Attualità,  Letteratura

Pier Paolo Pasolini: 45 anni fa la scomparsa del grande scrittore italiano

Pier Paolo Pasolini: 45 anni fa la scomparsa del grande poeta e scrittore italiano

Il 2 novembre 2020 ricorre il quarantacinquesimo anniversario dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, grande poeta, scrittore, regista, giornalista e drammaturgo italiano.

Acuto studioso dei cambiamenti della società a partire dal secondo dopoguerra fino agli anni ’70, Pasolini spesso venne criticato per il suo pensiero  critico verso la classe borghese e la società consumistica. Le sue opere, come la sua omosessualità, sono spesso stati motivo di controversie e contestazioni.

pier paolo pasolini
Pier Paolo Pasolini

Il 2 novembre 1975, lungo il litorale di Ostia, venne ritrovato il corpo senza vita dello scrittore. Le indagini permisero di scoprire che Pasolini era stato travolto dalla sua stessa auto. Il colpevole fu identificato in un giovane ragazzo, Pino Pelosi.

La sera precedente, infatti, si trovava a cena con lo scrittore, insieme al quale raggiunse poi il litorale. Lì Pasolini, secondo le indagini, tentò un approccio sessuale con il giovane. Ma a causa del rifiuto di quest’ultimo, il poeta reagì violentemente e il ragazzo si difese uccidendolo.

Il processo non ha mai fatto completamente luce sui fatti, tanto da non arrivare mai ad accertare la dinamica dell’omicidio. Il ragazzo fu l’unico condannato per la morte del poeta.

Pier Paolo Pasolini: la giovinezza

Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922. Il poeta scriverà a proposito della sua nascita: “Sono nato in una famiglia rappresentativa della società italiana: un prodotto dell’Unità d’Italia. Mio padre veniva da un’antica famiglia nobile della Romagna e mia madre da una famiglia di contadini friulani“.

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Pier Paolo Pasolini da bambino.

Fin da bambino, Pasolini annota poesie e disegni su un quadernino che porta sempre con sé. Frequenta gli studi liceali presso il Liceo Classico, dove entra a far parte di un piccolo gruppo letterario. Dopo la scuola si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università di Bologna, e comincia a collaborare con alcuni quotidiani.

Per lui hanno estrema importanza i dialetti italiani, che rappresentano un tentativo di privare la Chiesa di acquisire l’egemonia sulle masse. Il poeta cerca fin da giovane, quindi, di approfondire in senso dialettale ogni aspetto della cultura.

La Seconda Guerra Mondiale e poi Roma

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Pasolini viene arruolato a Livorno ma poi rifiuta di consegnare le armi ai tedeschi e fugge. Nel 1945 il fratello Guido viene brutalmente ucciso. Questo porta un dolore immenso all’intera famiglia, soprattutto alla madre, distrutta dall’accadimento.

Gli anni successivi lo vedono impegnato nella politica, dove Pasolini emerge sempre più come intellettuale comunista e anticlericale, senza essere ben visto dai partiti di destra e di sinistra. A seguito dello scandalo che lo vede accusato di corruzione di minorenne, il poeta decide di trasferirsi a Roma.

Gli anni romani sono quelli in cui, nelle opere letterarie, ricrea una sorta di mitizzazione delle campagne del suo amato Friuli, all’interno delle disordinate borgate romane che ne fanno da cornice.

Pasolini si lascia man mano alle spalle il primo periodo difficile a Roma, e comincia a raggiungere molti successi letterari. In particolare, tra gli altri, collabora anche con il grande Carlo Emilio Gadda.

Pier Paolo Pasolini e l’esperienza nel cinema

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Pier Paolo Pasolini come regista.

Con l’inizio degli anni ’60 Pasolini si occupa sempre di più di cinema. Dopo aver collaborato con Fellini alla realizzazione di Le notti di Cabiria, comincia a dirigere i suoi primi film. Tra i più importanti ricordiamo: Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e Uccellini, Edipo Re, Medea, Porcile, Salò.

Con lo scoppio del Sessantotto, Pasolini assume un punto di vista originale rispetto alla cultura di sinistra. Appoggia l’ideologia degli studenti che protestano, ma in fondo li ritiene dei borghesi destinati a fallire nelle loro aspirazioni rivoluzionarie.

Nel 1973, comincia la sua collaborazione con il Corriere della Sera dove affronta i problemi del paese di allora.

Il 2 novembre 1975 avviene la tragica morte.

Il murale a Roma in memoria del poeta

Nel 2015, a 40 anni dalla scomparsa di Pasolini, il pittore vicentino Nicola Verlato ha realizzato a Roma un murale in memoria del poeta.

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Il murale realizzato da Nicola Verlato.

L’opera sembra un vero e proprio affresco, realizzato con tratteggi accentuati in bianco e nero, che lo rendono molto tridimensionale. Gli abitanti del quartiere, il Torpignattara, dove viveva lo stesso Pasolini, hanno ribattezzato il murale in La Cappella Sistina di Torpignattara.

Il murale racconta la vicenda di Pasolini in maniera molto realistica. Vi è una rappresentazione del poeta senza vita, mentre cade a testa in giù senza che nessuno lo trattenga. Nella parte bassa dell’opera viene ritratto Pasolini da bambino, seduto sulle gambe della madre mentre rivolge il suo sguardo a Petrarca.

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