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Il virologo Massimo Galli sul coronavirus è contrario sulle prossime riaperture

Il virologo Massimo Galli sul coronavirus contro le riaperture annunciate da Draghi: “Rischio calcolato? Sì, calcolato male”

Massimo Galli, virologo dell’Ospedale Sacco in prima linea contro il coronavirus a Milano, ha da sempre espresso le sue idee critiche rispetto la concessione di libertà con la pandemia in corso. Infatti, nella puntata del 16 aprile di Otto e mezzo con Lilli Gruber, il medico ha sottolineato quanto secondo lui il “rischio calcolato” di cui Draghi ha parlato nella conferenza stampa sia, in realtà, “calcolato male“.

“Abbiamo ancora 500mila casi attivi – ha detto il virologo Massimo Galli nella la puntata – calcolandone anche il doppio, visto che ce ne sono sfuggiti molti. Abbiamo ancora molti settantenni e ottantenni non vaccinati. In Inghilterra hanno una situazione migliore della nostra, ma Boris Johnson ha detto che riaprirà solo per motivi economici prevedendo comunque difficoltà, aumento dei casi e morti”.

Galli ha affermato che la suddivisione per colori delle regioni italiane ad oggi non ha funzionato. Ora la curva dei contagi sembra scendere, ma secondo il medico presto si avrà un segno opposto. Galli si è espresso molto duramente nei confronti delle riaperture previste per i prossimi mesi ed è apparso piuttosto preoccupato.

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Non si può arrestare la campagna vaccinale: l’opinione del virologo Massimo Galli in prima linea contro il coronavirus

Nei giorni precedenti, Massimo Galli si era anche pronunciato a proposito della campagna vaccinale contro il coronavirus. Per lui sarebbe un errore gravissimo arrestare la somministrazione dei vaccini in questo momento: “È normale che vaccinando milioni di persone ci siano delle ‘magagne’, ma non ci si può fermare”. Ha commentato così i diversi casi tromboembolici finiti sotto la lente di ingrandimento perché causati dai vaccini AstraZeneca e Janssen (Johnson&Johnson).

L’infettivologo sostiene che questi rari casi siano più che normali e possano essere tenuti sotto controllo. Per questo motivo, non è necessario far cessare un’intera campagna vaccinale, rischiando di causare altre morti.

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Bisogna tenere in considerazione i benefici

L’infettivologo Galli, inoltre, afferma che lo Sputnik V è un vaccino molto efficace e potrebbe essere utilizzato su milioni di persone, cosa che non è ancora avvenuta. In un rapporto costi-benefici, i benefici sono molto alti, perciò i vaccini vanno fatti.

“Questi vaccini hanno un margine di rischio minimo. Si tratta di 6 casi di trombosi su 7 milioni di vaccinati. Bisogna tenere in considerazione i benefici”, ha affermato. In riferimento agli alti numeri di morti in Italia, Galli si è espresso con desolazione: “Ho smesso di fare la conta, perché non ne posso più di calcolare i morti”. Secondo lui, è necessario che prima delle riaperture si pensi a proseguire con maggiore velocità nella campagna vaccinale, l’unica soluzione per arrestare i contagi.

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