Letizia Moratti: la mia San Patrignano
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Letizia Moratti: la mia San Patrignano, una testimonianza

Letizia Moratti  prende le distanze dalla serie Netflix SanPa e racconta la sua San Patrignano.

In anni in cui il problema della tossicodipendenza minacciava di distruggere una generazione, San Patrignano diventa un tema estremamente sentito e dibattuto in Italia, attirando l’attenzione dei media e ponendo sotto la luce dei riflettori dei personaggi noti , su tutti Gian Marco  e Letizia Moratti.

Gian Marco è il presidente della Saras, una nota raffineria petrolifera, e uno degli industriali più ricchi e influenti d’Italia. Suo padre Angelo è stato presidente dell’Inter negli anni Sessanta, il momento migliore della storia nerazzurra. E Gian Marco è rimasto legato alla società anche dopo che questa ha cambiato proprietario. Tanto da arrivare a organizzare delle amichevoli tra i nerazzurri e la squadra di san Patrignano, di cui si vedono alcuni spezzoni nella serie Netflix SanPa.

 

Letizia Moratti: la mia San Patrignano
Letizia e Gian Marco si consacrano agli affari e alla politica delle donazioni in beneficienza.

 

I Moratti

Riservatissimi sulla vita privata, Letizia e Gian Marco si consacrano agli affari e alla politica  . Il fratello Massimo invece sposa Michela Enza Bossi detta “Milly”, militante ecologista con gusti frikkettoni, amante del subcomandante Marcos che solca Milano con la sua bicicletta scassata.

Gli orientamenti, le posizioni politiche, le scelte di campo di questa dinasty lombarda sono in fondo una metafora dell’Italia e delle sue divisioni. Ma allo stesso tempo testimoniano una fibra comune, una generosità istintiva che scorre nelle vene dei Moratti. Massimo e Milly, progressisti, di sinistra, finanziatori di Emergency, Gian Marco e Letizia conservatori, di destra, finanziatori della comunità di San Patrignano di Vincenzo Muccioli.

 

Letizia Moratti: la mia San Patrignano
“Per Letizia e per me, ma anche per i nostri figli, San Patrignano è stata ed è una esperienza di vita che ci ha arricchito moltissimo“.

 

San Patrignano

Non è chiarissimo (anche se sono in molti a dire che la causa sia stato Angelo jr)  come Moratti e Muccioli si siano avvicinati. Il sito di San Patrignano dice solo che i due si conobbero nel 1979 tramite una comune amicizia. Vero è che l’imprenditore rimase così colpito dal progetto di Muccioli da volerlo sposare in toto. Al punto che a volte lui e sua moglie Letizia  arrivano a passare dei periodi di tempo in Comunità ad aiutare Muccioli e i suoi collaboratori. Nel 1984, Moratti dirà in un’intervista. “Per Letizia e per me, ma anche per i nostri figli, San Patrignano è stata ed è una esperienza di vita che ci ha arricchito moltissimo“.

Nel corso degli anni, la famiglia Moratti è arrivata a versare circa 286 milioni nelle casse della Comunità e, dopo la morte di Vincenzo Muccioli, il suo ruolo è divenuto sempre più presente. Nel 2011, i Moratti hanno estromesso Andrea, figlio di Muccioli, e assunto la guida  di San Patrignano. Quando, nel 2018, Gian Marco Moratti è morto, la cerimonia funebre si è tenuta nell’Auditorium della Comunità – ormai divenuta una cittadina quasi autonoma con qualche migliaio di abitanti, tra operatori e ospiti – e il suo corpo è stato seppellito nel cimitero locale.

 

 

Letizia Moratti: la mia San Patrignano
Nel 2011, i Moratti hanno estromesso Andrea, figlio di Muccioli, e assunto la guida  di San Patrignano.

 

Letizia Moratti e la docuserie Netflix

La serie, diretta da Cosima Spender, sta facendo molto discutere per la sua precisione e il grande livello di approfondimento, anche se la Comunità ne ha subito preso le distanze.

Dopo giorni di tumultuose discussioni sulla miniserie, anche Letizia Moratti ha detto la sua in una recentissima intervista. L’ex sindaco di Milano prende le distanze dalla serie e spiega cosa ha significato per lei e il marito Gian Marco la comunità fondata da Vincenzo Muccioli, dove arrivarono nel 1979. “Limitare tutto il racconto della comunità alla storia di un uomo non rende merito all’impegno di tutti i ragazzi per far crescere quella realtà”.

La Moratti si ritiene dispiaciuta per l’occasione persa “….perché la droga rappresenta ancora oggi una emergenza e molti giovani affrontano il tema con la fragilità e le insicurezze tipiche della loro età. Non aver raccontato nessuna delle storie di fragilità che poi sono diventate forza e vita piena è stata un’occasione persa”.

Tuttavia Letizia Moratti Brichetto, non è voluta intervenire nelle vicende più cupe come l’assassinio di Maranzana, nella cosiddetta macelleria, e la la presunta fine di Vincenzo Muccioli dovuta ad Aids.

 

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