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Joe Biden ha riconosciuto il genocidio degli armeni dopo cent’anni

Il Presidente americano Joe Biden ha definito “genocidio” lo sterminio degli armeni di cento anni fa

Nella giornata di sabato 24 aprile, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito per la prima volta “genocidio” il massacro degli armeni compiuto dall’Impero ottomano tra il 1915 e i primi anni ’20. In occasione del 106esimo anniversario dall’inizio della strage, Biden ha affermato: “Ogni anno in questo giorno ricordiamo le vite di tutti coloro che morirono nel genocidio armeno dell’epoca ottomana e ribadiamo il nostro impegno nell’impedire che simili atrocità accadano di nuovo”.

Da oltre un secolo, la Turchia, erede dell’Impero ottomano, si rifiuta di riconoscerlo come vero e proprio genocidio. Anzi, il Paese reagisce anche aggressivamente contro gli Stati che lo fanno. Prima di Biden, solo Ronald Reagan aveva fatto riferimento al “genocidio degli armeni” in un documento sull’Olocausto, senza mai più farvi riferimento.

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Biden riconosce il genocidio degli armeni: uno storico passo in avanti

Molti storici non turchi concordano da tempo sul fatto che il massacro armeno sia stato a tutti gli effetti un genocidio. Il governo turco, ancora oggi, ammette che ci siano stati dei massacri, ma li inserisce nel contesto di violenza della Prima guerra mondiale.

L’attuale presidente Erdogan è arrivato più volte vicino al riconoscimento delle sofferenze subite dagli armeni. Infatti, nel 2014 porse le proprie condoglianze per i massacri, ma mantenne con il suo governo una posizione negazionista nei confronti del genocidio. In più, secondo il codice penale turco, i giornalisti e gli scrittori che usano il termine “genocidio” in riferimento agli armeni possono subire delle pene.

Infatti, la Turchia ha subito respinto e denunciato la dichiarazione di Joe Biden. Secondo il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, è una dichiarazione “basata esclusivamente sul populismo”. Le affermazioni di Biden di certo non placano le tensioni già esistenti tra Washington e la Turchia, anche se alleata nella Nato. Il Presidente americano dovrà fare i conti ora con delicatissimi accordi geopolitici ed economici.

Negli Stati Uniti vivono due milioni di armeni-americani circa, e la maggior parte di loro sono discendenti degli armeni sopravvissuti al genocidio.

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La storia del genocidio armeno

All’inizio del Novecento, due milioni e mezzo di armeni vivevano nell’Impero ottomano. Durante la crisi e il successivo crollo di quest’ultimo, cominciarono le tensioni che spesso sfociarono in dure violenze contro gli armeni, considerati estranei rispetto alla popolazione a maggioranza musulmana.

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, l’Impero ottomano guidato dal gruppo dei Giovani Turchi, sempre più autoritario e nazionalista, perse quasi tutte le sue battaglie contro la Russia. La colpa della disfatta venne attribuita agli armeni, accusati di essere complici con il nemico. Gli armeni divennero una minaccia e si stabilì l’intenzione sistematica di eliminarli.

Gli attacchi e le violenze alla popolazione armena furono atroci. Inoltre, si stabilì un vasto programma di deportazioni di massa per anziani, donne e bambini.

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