Amanda Lear
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Buon compleanno Amanda Lear: stravaganza e iconicità

Buon compleanno Amanda Lear: una vita di stravaganza, ambiguità e mistero

18 novembre, il compleanno di Amanda Lear, o meglio, la data che le è stata riconosciuta, dato che tra stravaganza e iconicità si è sempre nascosta sotto un velo di mistero. Ripercorriamo insieme le tappe salienti della vita di Amanda Lear, tra vita, carriera e gossip.

Amanda Lear: chi è

Dall’essere cantante, attrice e modella, a scrittrice e pittrice. Ma ancora presentatrice, doppiatrice e musa ispiratrice. Chi più ne ha più ne metta! Amanda Lear è tante personalità in una e proprio grazie a questa sua indefinita identità ha costruito il suo personaggio singolare dalla metà degli anni 60.. prima un mistero, a partire dalla sua data di nascita (più avanti vi chiariremo le idee). Simbolo di stravaganza e iconicità, Amanda Lear non vuole essere considerata, paradossalmente, un’icona: “Non mi piace, l’icona sta al cimitero”. Ma di fatto è ciò che è: ha contribuito con costumi, abiti, tendenze a riscrivere la storia del costume. Una donna pieno di mistero e di ambiguità, quanto di ecletticità e genialità.

Il mistero sulla nascita di Amanda Lear

Se dovessimo stilare un elenco dei segreti meglio custoditi del secolo passato, sicuramente la data di nascita di Amanda Lear sarebbe una dei migliori. Non vi è certezza ne sul giorno ne sull’anno. Eppure molti indizi riportano al 18 novembre 1939. La stessa Amanda in realtà ha a più riprese comunicato date di nascita diverse. Uno degli indizi migliori è la sua registrazione come cantante presso la Società degli autori tedesca, dove ha dovuto indicare una data di nascita, appunto il 18/11/1939. Amanda Lear però ha cercato di depistare i più curiosi dichiarando date diverse, per esempio il suo sito personale riporta l’anno 1950. Ha detta sua la verità è che non festeggia più il suo compleanno “da una vita, sul serio, non m’interessa”, dice. Neanche del luogo si ha la certezza: Hong Kong o Saigon, in Vietnam.

Amanda Lear come musa ispiratrice di Salvador Dalì

Una certezza, della vita misteriosa di Amanda, è essere stata la musa di Salvador Dalì. Uno dei più celebri artisti del Novecento ha trovato nella stravagante Amanda un’ispiratrice, compagna di giochi, amica e musa. Termine, l’ultimo, che ad Amanda però non piace. Difatti, è il padre del surrealismo Dalì che la fa conoscere al mondo nella metà degli anni Sessanta.

Amanda Lear
Amanda Lear e Salvador Dalì

La carriera di Amanda Lear

Verso la fine degli anni Sessanta, Amanda, conosce David Bowie, conosciuto come il “duca bianco” che la spinge al canto e con il quale ha anche una relazione. Qui inizia a nascere “il mito dell’ambiguità”, che continua a circondarla. Mito che tutt’ora usa per giocarci:

Non sapevo cantare e mi serviva pubblicità. Con la mia voce particolare si poteva credere che fossi un uomo e ci ho giocato. Ha funzionato.

Anche in campo lavorativo è definibile come donna poliedrica. Dagli anni Settanta e Ottanta il suo successo è legato alla discomusic. Poi arriva alla televisione, soprattutto in Italia e in Francia: senza mai abbandonare la musica, si da al cinema e poi al teatro. Un successo clamoroso.

L’amore e Amanda Lear

Si è parlato tanto della presenza di Dalì nella vita di Amanda, o della storia avuto con David Bowie, anche se durata poco. Ma l’unico grande amore per Amanda è stato Alain-Philippe Malagnac d’Argens de Villèle: “Io penso che nella vita abbiamo un solo grande amore. E per me è stato mio marito”, conferma Amanda. Si sono sposati a Las Vegas nel 1979. La storia è tragicamente finita nel 2000, quando lui, è rimasto vittima in un incendio nella loro casa in Provenza. Da allora ha avuto fidanzati molto giovani, come il modello italiano Manuel Casella, anno 1978, oppure come l’attore Anthony Hornez.

Il mistero sul suo passato da uomo

Da sempre, un velo di mistero e ambiguità ha avvolto la vita di Amanda, in particolare anche quello del sesso: uomo o donna? Secondo alcune indiscrezioni e gossip, Amanda Lear è nata uomo. All’anagrafe il suo nome era Peki D’Oslo. Dopo la transizione poi avrebbe cambiato il nome in Amanda. È stata così la prima a interpretare il “no gender” in un’epoca in cui era difficile persino da immaginare: “L’ambiguità? È quando la gente normale non riesce a capire bene cosa sei, chi sei. Io ho sempre dato l’immagine di una donna aggressiva… Un po’ maschile nell’atteggiamento… E la gente pensava “una donna non si comporta così.. Non è una donna vera”. Mistero quindi sul suo passato da Peki d’Oslo, la cui nascita risalirebbe proprio a Saigon, 1939, che Amanda avrebbe smentito.

Amanda Lear
La presunta Amanda Lear da giovane: Peki D’Oslo

 

Se sia il suo compleanno o no, in ogni caso gli auguri di buon compleanno e una giornata per ricordare il personaggio eccezionale che è non possono mancare!

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