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Caso Genovese: emergono nuove sconcertanti rivelazioni

Emergono nuove rivelazioni e dettagli sul caso Genovese dall’ultimo interrogatorio

Negli ultimi giorni sono emersi nuovi e sconcertanti dettagli rispetto l’ormai conosciutissimo caso Genovese. L’imprenditore milanese si trova da Ottobre all’interno del carcere di San Vittore per le accuse di stupro e violenza su una ragazza diciottenne durante una delle sue feste a Terrazza Sentimento. Durante il nuovo interrogatorio, Genovese ha rivelato ulteriori informazioni soprattutto in merito alle grandi quantità di droga che giravano nelle sue feste, tra Milano, Ibiza, Istanbul e Formentera.

Caso Genovese: enormi quantità di droga nelle sue feste “top”

Alberto Genovese ha spiegato alcune dinamiche delle sue feste “top”, come da lui definite, nel corso dell’ultimo interrogatorio. Stando alla sua versione, la caratteristica principale di queste feste erano le donne, “ma solo drogate e giovani“. Infatti, la droga all’interno dei suoi festini non mancava mai. La maggior parte delle sostanze stupefacenti di vario tipo, tra cui cocaina e ketamina, le metteva lui stesso a disposizione, invece la restante parte erano due uomini, Sam e Leo, a portarla alle feste.

caso genoveseIl fornitore “di fiducia” era proprio Sam, che sapeva garantirgli anche grandi quantità di droga con pochissimo tempo di preavviso. Lo stesso Sam era solito partecipare alle feste organizzate da Genovese, e faceva parte della compagnia fissa dell’imprenditore.

Leo, l’altro rifornitore, si occupava in particolar modo della droga da fornire alle feste organizzate nella villa di Ibiza. Genovese ha rivelato i nomi di entrambi gli uomini di fronte al gp Tommaso Perna, e al momento sono in corso le indagini degli investigatori.

In più, Genovese ha dichiarato che alle sue feste le ragazze presenti erano sempre consenzienti rispetto tutto quello che avveniva e le riguardava. Ma anche in questo caso sono ancora in corso le indagini e le dovute verifiche.

I video delle violenze sessuali offerti alle reti televisive

Inoltre, negli scorsi giorni è emersa un’altra questione. Infatti, decine di ore di video sulla violenze sessuali di Genovese, su cui si sta al momento indagando, avrebbero rischiato di finire sugli schermi televisivi. Due tecnici, un 36enne di Milano e una 41enne di Monza, avrebbero tentato di vendere le immagini che immortalano lo stupro avvenuto a Terrazza Sentimento tra il 10 e l’11 ottobre, al prezzo di 30 mila euro.

Sono subito scattate le perquisizioni all’interno delle abitazioni dei due indagati. Si tratterebbe di due collaboratori di una società che ha effettuato una consulenza sui filmati delle telecamere della Terrazza di Genovese, su incarico degli stessi legali dell’imprenditore. Al momento, si è in attesa dei dovuti controlli effettuati dalla Scientifica.

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