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Brevetti vaccini, Biden apre alla sospensione, contraria Merkel

Brevetti vaccini, le dichiarazioni di Biden spaccano l’Europa

Il governo Biden si è pronunciato sui brevetti che proteggono la proprietà intellettuale delle case farmaceutiche sui vaccini, dichiarandosi a favore di una sospensione. Si è accodata la gran parte dei leader mondiali, da Mario Draghi a Emmanuel Macron: entrambi considerano i vaccini anti-Covid un bene comune. Pro anche Putin e il governo cinese, che puntano ad una facilitazione dell’accesso ai vaccini, così come il Wto. Compatto lo schieramento delle Big-Pharma, che bocciano la proposta puntualizzandone l’inefficienza. Anche Angela Merkel si è detta contraria alla rimozione dei brevetti sui vaccini.

Brevetti sui vaccini, la svolta arriva da Biden

È stato un argomento per lo più eluso dai leader mondiali, proprio per la sua spinosità, ma ora la discussione è destinata a deflagrare. E la miccia potrebbe essere nelle parole di Katherine Tai, rappresentante del commercio dell’entourage di Joe Biden e membro della Wto (World Trate Organization). La presidenza americana si dice pronta a prendere “misure straordinarie” a fronte di “circostanze e tempi straordinari”, sostenendo la sospensione delle protezioni alla proprietà intellettuale sui vaccini. Le negoziazioni dovrebbero essere attivate proprio per tramite del Wto (World Trade Organization), che ha accolto con entusiasmo le dichiarazioni:

È solo sedendoci intorno al tavolo che troveremo un modo pragmatico e accettabile per tutti i membri.

Le reazioni dei leader mondiali: Draghi e Macron allineati

Come prevedibile, quanto accaduto negli States ha avuto riverbero immediato a livello globale, in particolare nel Vecchio Continente. Il premier Mario Draghi ha commentato la proposta del governo Biden con una nota decisamente succinta:

I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali.

Il premier italiano sembra favorevole ad una revisione della normativa sui brevetti, anche se i suoi toni sono meno entusiastici di quelli di Emmanuel Macron. Il primo ministro francese ha parafrasato le parole di Draghi, definendo i vaccini un “bene comune” e dichiarando essenziale la loro condivisione con i “Paesi più poveri”.

Il no di Angela Merkel e di Big-Pharma alla revoca dei brevetti sui vaccini

Angela Merkel vaccini
Angela Merkel

Di tutt’altro avviso la cancelliera tedesca Angela Merkel, le cui dichiarazioni sono di segno opposto rispetto a quelle dei vicini europei:

La protezione della proprietà intellettuale è una fonte di innovazione e deve rimanere tale anche in futuro. Il fattore limitante nella produzione di vaccini è la capacità di produzione e gli elevati standard di qualità, non i brevetti.

Le ragioni portate dalla Merkel contro la revoca dei brevetti sui vaccini sono le stesse puntualizzate anche dalle case farmaceutiche e dalle autorità sanitarie. Albert Bourla, CEO di Pfizer, ha accolto con stizza le dichiarazioni della Casa Bianca, definendole velatamente demagogiche e prive di fondamento scientifico. Sono sostanzialmente equivalenti le dichiarazioni di Biontech, Aifa e Farmitalia, che ha affermato che “non ci si può improvvisare produttori di vaccini contro il Covid”.

L’UE non si espone sulla revoca dei brevetti sui vaccini

Al momento, i vertici dell’Unione Europea non si sono espressi in maniera netta sulla questione. La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha twittato che l’UE è “aperta a discutere qualunque soluzione efficace e pragmatica“. Parole molto vaghe, che mirano verosimilmente a placare gli animi in una situazione che rischia di complicarsi ulteriormente. Inoltre, l’UE ha recentemente firmato un accordo con Pfizer-Biontech per la fornitura di 1.8 miliardi di dosi di vaccini entro il 2023. Dichiarazioni troppo incendiarie rischierebbero di compromettere i rapporti con la casa farmaceutica in un momento cruciale della lotta al Covid.

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