attentati Parigi 2015
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Attentati di Parigi 2015: sono già passati sei anni dagli attacchi terroristici

Attentati di Parigi 2015: sono già passati 6 anni dagli attacchi terroristici

Era il 13 novembre, il giorno degli attentati di Parigi nel 2015, quando 3 esplosioni e 6 sparatorie si sono verificate in diversi luoghi pubblici della capitale francese.

Gli attentati di Parigi del 2015

Gli attentati furono una serie di attacchi terroristici, tre esplosioni nei pressi dello stadio e sei sparatorie diffuse nella Capitale, dove moltissime persone persero la vita. Furono considerati attacchi di matrice islamica estremista, gli autori erano infatti seguaci del comando armato ISIS, collegato allo Stato Islamico. Furono la più cruenta aggressione in territorio francese dalla seconda guerra mondiale e del secondo più grave atto terroristico entro i confini dell’Unione Europea dopo gli attentati del 2004 a Madrid.

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Teatro Bataclan – luogo della sparatoria più tragica

I luoghi degli attacchi

Le 3 esplosioni si verificarono nei pressi dello stadio Stade de France, solo un civile “fortunatamente” perse la vita. Più numerose invece furono le sparatorie che si verificano in tutta la capitale. La più sanguinosa fu quella al Teatro Bataclan, dove persero la vita 90 persone. Era in corso il concerto degli Eagles of Death Metal, quando il gruppo di 4 terroristi fece irruzione e iniziò a sparare sulla folla.. la presa degli ostaggi durò oltre tre ore. Nel frattempo, un auto lasciò quattro terroristi dell’Isis davanti a quattro diversi ristoranti: Carillon, Petit Cambodge, Bonne Biere e un quarto locale nel boulevard Voltaire, lo stesso del teatro Bataclan. Sono questi i luoghi dove i terroristi sono riusciti ad attivare la cintura esplosiva e a farsi saltare in aria come sognano i “martiri” della jihad, in nome di Allah, gridando il loro slogan “Allah è grande”.

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Omaggi di fiori fuori dal ristorante “Le Carillon” – luogo di una delle sparatorie

Il Presidente Francois Hollande durante gli attentati a Parigi del 2015

Il Presidente francese, nel momento della prima esplosione, era allo Stade de France. Stava assistendo alla partita amichevole tra Francia e Germania. Al sentire dell’esplosione la partita continuò per non far allarmare tutti gli spettatori allo stadio, solo il Presidente venne immediatamente prelevato e riportato all’Eliseo. Alle 23:53 Hollande appare in Tv: dichiara lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese e la chiusura delle frontiere.

Contesto: il precedente di Charlie Hebdo

Bisogna anche ricordare che nello stesso anno, il 7 gennaio 2015, due terroristi dichiaratosi affiliati di Al-Qaeda, entrarono negli uffici della sede del giornale Charlie Hebdo. Hanno tenuto in ostaggio la disegnatrice Corinne Rey, e poi hanno aperto il fuoco contro i dipendenti, sempre inneggiando al grande Allah. Morirono 12 persone.  Pochi istanti prima dell’attacco, il settimanale, di stampo satirico, aveva pubblicato sul proprio profilo Twitter una vignetta sul leader dello Stato Islamico, ovviamente ai fedeli fondamentalisti islamici non è andata giù la provocazione del giornale francese.

Il maxi processo iniziato questo settembre

L’8 settembre 2021 ha preso il via il maxi processo per i fatti accaduti a Parigi nel 2015. Sono almeno 1800 le parti civili coinvolte nel maxi processo, denominato “Processo Bataclan”, per gli attentati in cui morirono 130 persone, oltre ai 7 terroristi. Si prevede che il processo durerà nove mesi, una durata senza precedenti, presso la sala specialmente adibita nello storico Palazzo di Giustizia sull’Ile-de-la Cité. Gli imputati coinvolti nel processo per gli attentati di Parigi del 2015 sono circa 20, tra quelli che si sono occupati della preparazione e l’unico terrorista superstite Salah Abdeslam.

Il ministro francese della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, commentando l’apertura del maxi processo “il mondo intero ci guarda”. La sfida è doppia: rendere giustizia ed essere all’altezza da un punto di vista logistico. Il ministro di origini italiane afferma:

Ciò che fa la differenza tra una civiltà e le barbarie sono le regole del diritto.

Ed è a quelle che si vuole affidare. Il processo ha il compito di “costruire una memoria collettiva ribadendo i valori di umanità e dignità della società nella quale viviamo”, ha spiegato l’ex procuratore di Parigi, Francois Molins.

L’attenzione mediatica sugli attentati di Parigi del 2015

Gli attacchi terroristici di Parigi, hanno fin da subito sollevato un altissima attenzione mediatica, a livello globale. Vi ricorderete sicuramente l’hashtag che era stato lanciato “Pray for Paris” o anche “Je suis Paris”: le pagine home dei social media ne erano piene. Nell’era dei social media e delle notizie 24 ore su 24, l’impatto degli eventi violenti, come quello di Parigi, è davvero globale, come si è dimostrato. Si può pensare anche solo all’attenzione mediatica che i fatti di questo agosto a Kabul hanno sollevato in tutto il mondo, chi non ha impresso nella mente l’immagine degli assalti agli aerei nella speranza di un futuro migliore.

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“Je suis Paris”

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