10 anni morte Gheddafi
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10 anni dalla morte di Gheddafi e la Libia è ancora in una crisi senza fine

Libia, 10 anni fa la morte di Gheddafi, il Paese da allora è comunque ingestibile

Sono passati 10 anni dalla morte di Mu’ammar Gheddafi, era la mattina del 20 ottobre 2011 quando venne ucciso dai ribelli.

È l’anniversario della morte di Mu’ammar Gheddafi

Mu’ammar Gheddafi morì 10 anni fa, o meglio, la mattina del 20 ottobre 2011 i ribelli rapirono, brutalizzarono e uccisero il colonello libico. L’ex Presidente libico si stava nascondendo nella sua città natale Sirte, in un canale di scolo sotterraneo, durante la battaglia per la conquista della città. Le milizie ribelli lo scovarono e rapirono. Lo portarono nella città Misurata, circa a 270 chilometri, tragitto nel quale lo torturarono e brutalizzarono: nei video che circolarono si vedeva Gheddafi insanguinato, circondato da ribelli e evidentemente provato. La morte di Gheddafi fu l’apice di un processo che in Libia era in corso da mesi.

La morte di Gheddafi è l’apice di un processo più lungo

A gennaio dello stesso anno erano iniziate le Primavere Arabe. Rivolte scoppiate nei Paesi di lingua araba, in particolare Siria, Egitto, Libia e Tunisia, in Paesi del Medio Oriente e in Africa. In Libia tutto scoppiò dall’arresto di un attivista a Bengasi, nel febbraio del 2011, innescando un susseguirsi di rivolte contro il regime autoritario in corso da quasi mezzo secolo. Le forze ribelli combatterono per mesi, fino a riuscire a catturare Mu’ammar Gheddafi, considerato la causa e il male quotidiano fino a quel momento.

10 anni morte Gheddafi
Ribelli libici

Chi era Mu’ammar Gheddafi e come è salito al potere

Mu’ammar Gheddafi, comandante militare, è arrivato al potere in Libia nel 1969, non poco silenziosamente. Ha preso il potere grazie ad un colpo di stato per mano di militari estremisti, con lui alla guida. Da quel momento, nel Paese, Gheddafi ha instaurato un regime dittatoriale, senza divisione di poteri, spazi alle libertà, e accentrando i poteri su di sé. Inventò una particolare forma di governo, la “Jamahiriya”, ossia “La Repubblica delle Masse”. Voleva avere un contatto diretto con la sua popolazione. Ma con il tempo emersero tutte le contraddizioni del governo di Gheddafi, che si schiarirono anche agli occhi degli Occidentali.

I Paesi Occidentali e il regime di Gheddafi

I ribelli libici uccisero Gheddafi, questo è un dato appurato. Nato, Francia, Gran Bretagna e gli altri Paesi Occidentali non hanno avuto la meglio. Si perché, l’idea di Londra e Parigi, ma non solo, era quella di creare dei regimi più vicini a loro e ai loro interessi. La volontà e la missione di esportare la democrazia dei Paesi Occidentali in un Paese come la Libia, legittimò i due Paesi che più avevano voluto un intervento in quell’area. Tony Blair fu una delle personalità britanniche più vicina a Gheddafi: in due telefonate nel febbraio 2011, l’ex premier stava tentando di negoziare con il colonello per la sua partenza da Tripoli dopo lo scoppio della guerra dei ribelli. Voleva provare a mettere fine alle violenze in Libia. Tre settimane dopo, una coalizione Nato, invase il Paese per far cadere il regime… è considerato ancora oggi un errore, un’operazione mal concepita, di cui i risultati si vedono ancora oggi, a 10 anni dalla morte di Gheddafi.

La Libia e l’Italia

Riguardo l’Italia, Gheddafi e il premier Silvio Berlusconi firmarono il 30 agosto del 2008 a Bengasi il Trattato di Amicizia, mettendo fine a tutte le controversie risalenti all’epoca coloniale. Gheddafi negli anni duemila infatti si ammorbidì nei confronti dell’Occidente. La vicinanza con Berlusconi causò non poca preoccupazione nella comunità internazionale e attirò anche critiche verso il governo italiano.

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Il Premier Silvio Berlusconi e Mu’ammar Gheddafi

L’intervento in Libia

La risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha segnato l’inizio della presenza Occidentale in Libia. Autorizzava la comunità internazionale ad intervenire in Libia e ad utilizzare i mezzi necessari per proteggere i civili e porre un cessate il fuoco. Entrarono così inglesi, francesi e statunitensi nella guerra civile libica. Da qui ci fu un escalation di eventi, con cui si arrivò all’uccisione di Gheddafi: ucciso 10 anni fa per mano dei ribelli. Le potenze occidentali, si resero conto ben presto che aver armato i ribelli ed essere intervenuti in Libia non avrebbe dato loro il controllo del Paese.

Le conseguenze della guerra civile si vedono ancora oggi

Dalla morte di Gheddafi, la Libia si frammentò, facendo emergere cause indipendentiste. La circolazione di armi ha portato a frequenti scontri violenti tra le diverse fazioni libiche. La fase successiva all’invasione da parte delle potenze occidentali sarebbe dovuta essere la ricostruzione di un Paese democratico, di un nuovo Stato libico, ma la missione non andò come previsto. Ad oggi, la frammentazione della Libia, e l’insuccesso della missione Occidentale, hanno portato a tre fasi successive della guerra civile. Le violenze, partecipate anche da ingerenze straniere, si sono arrestate l’anno scorso.

Una via verso le elezioni

Gli scontri sembrano essere cessati un anno fa, quando l’ONU ha favorito la nascita di un “Governo di Accordo Nazionale”, per guidare il Paese verso le elezioni previste per il 24 dicembre. Col tempo si è capito che l’esportazione della democrazia occidentale non è cosa facile, e che le azioni della comunità internazionale per raggiungere la tanto ambita democrazia sono servite a poco. Si auspica ora per le elezioni di questo dicembre. La Libia è un Paese sfinito, disilluso dalle promesse occidentali e che spera di arrivare ad una stabilità che non è ancora stata raggiunta a 10 anni dalla morte di Gheddafi.

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La bandiera della Libia

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