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WMT: DALLA LETTERATURA OCCIDENTALE ALL’ANIMAZIONE GIAPPONESE

WMT: DALLA LETTERATURA OCCIDENTALE ALL’ANIMAZIONE GIAPPONESE

DAL 3 MARZO AL 22 LUGLIO 2018 A MODENA ARRIVA WMT DALLA LETTERATURA OCCIDENTALE ALL’ANIMAZIONE GIAPPONESE

Al Museo della Figurina di Modena arriva WMT – World Masterpiece Theater, curata da Francesca Fontana come ultimo episodio della serie di mostre 80 – 90.

Il percorso espositivo è ideato da Thelma Gramolelli, ricostruendo il mondo della televisione, musica e sport in figurina. Parliamo degli Anni ’80 e ’90 quando l’animazione giapponese cambiò i canoni estetici e narrativi influenzando le generazioni del tempo.

WMT – World Masterpiece Theater: Teatro dei capolavori del mondo (dal giapponese Sekai meisaku gekijō) è una serie di cartoni animati. Prodotta dalla Nippon Animation dal 1975 fino al 1997.

La cura dei dettagli, la qualità grafica facevano di queste anime un prodotto artistico più elevato rispetto a quelli coevi senza dimenticare che era basato sulla letteratura occidentale. Il fine non ultimo era educare il pubblico di giovani telespettatori sui paesaggi, sulle architetture, gli usi e i costumi dell’occidente.

Basti pensare ad Heidi, chi non conosce Heidi, creato da Isao Takahata e Hayao Miyazaki nel 1974, che portò al fallimento la casa di produzione a causa degli alti costi. Una delle due parti diventò la Nippon Animation.

Ma ricordiamo anche Marco dagli Appennini alle Ande (1976), tratto dal libro Cuore, Anna dai capelli rossi (1979). Tom story (1980) tratto da Le avventure di Tom Sawyer, Flo, la piccola Robinson (1981), Lucy-May (1982), Là sui monti con Annette (1983).

Arriviamo all’86 e i colori si fanno più intensi, vivaci come in Pollyanna (1986), in Una per tutte, tutte per una (1987), trasposizione animata del romanzo Piccole Donne e in Peter Pan (1989).

Il ruolo dell’Italia

L’Italia contribuisce al successo di questo cartoni animati con le figurine e gli album per incollarle, un progetto che si conclude però, quello delle figurine, nel ’97. Invece negli anni 2000, si tenta un breve recupero con Sorridi, piccola Anna (2009), basato sul romanzo prequel che descrive i primi undici anni di vita di Anna Shirley.

Un mondo di ricordi è legato a questi cartoni, a questa realtà e a i loro racconti ispirati; molti di loro oggi vengono ancora trasmessi per tramandare la semplicità passata.

Museo della Figurina, Modena: come arrivare

 

 

 

 

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Alessandro Dalai
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