UN NUOVO SPAZIO PER L’ARTE: LA FONDAZIONE ICA DI MILANO

UN NUOVO SPAZIO PER L’ARTE:  LA FONDAZIONE ICA DI MILANO

LA Fondazione ICA di Milano è un nuovo spazio dedicato alle arti  e alla cultura contemporanea. Un nuovo hub creativo aperto alla città e inclusivo, nel quale convergono mostre, performance, attività divulgative.

Mostre, cinema, performance ma anche formazione e divulgazione. Nell’ex area industriale di via Orobia, a pochi metri dalla Fondazione Prada, la Fondazione ICA di Milano dedicata alle avanguardie creative è una no profit privata diretta da Alberto Salvadori. 

Sul fondo, l’opera di Javier Téllez, Letter on the Blind, For the Use of Those Who See, 2007

Il nuovo spazio per l’arte

Scarno ed essenziale. Così si presenta – volutamente, è ovvio – la Fondazione ICA di Milano. La bellezza, classicamente intesa, non è sempre necessaria se c’è la suggestione. E proprio di suggestione è pieno l’Istituto Contemporaneo per le Arti: lo si intravede nelle pareti grattate, lo si respira nell’aria delle ampie sale.

Ma soprattutto lo si percepisce dalla chiara intenzione di privilegiare il contenuto al contenitore.

Una realtà inedita in Italia e in Europa – fatta salva l’Inghilterra – che per parola del suo direttore Alberto Salvadori “non sarà un museo, dal momento che l’intento non è collezionistico, ma espositivo e soprattutto generativo”.

L’ICA si propone infatti come una fucina di idee e di occasioni, dove le mostre si incroceranno ad un programma interdisciplinare di incontri, seminari e laboratori.

James Lee Byars, The Conscience, 1985.

Cosa si potrà fare all’ICA

Uno spazio per l’arte dove gli artisti possono trovare libero campo d’espressione, ma anche dove il pubblico viene coinvolto in un percorso dinamico e strettamente relazionato al territorio.

 Questo nuovo spazio per l’ arte contemporanea, distribuito su due piani, è dedicato alle arti e alla cultura, alla ricerca e alla sperimentazione. Un nuovo punto di riferimento, quindi, dove convergono mostre, editoria d’arte, ceramica, cinema, performance.

Ma anche musica, letteratura, attività seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora.

Antonio Ottomanelli, Baghdad, Baghdad Zoo n1 – from “Great Baghdad Garden” series 2010-2014. 

La prima mostra

A dare avvio alla prima stagione di ICA Milano è una esposizione collettiva curata da Alberto Salvadori e Luigi Fassi. “Apologia della Storia – The Historian’s Craft”, fino al 15 marzo.

Si ispira a Apologie pour l’histoire ou Métier d’historien, volume scritto nel 1944 dallo storico francese Marc Bloch, una delle figure centrali del pensiero contemporaneo, e pubblicato postumo nel 1949.

Nel suo celebre scritto omonimo, Bloch teorizzò una metodologia storiografica libera da un indottrinamento rigido. Volta ad assorbire nella sua ricerca diverse discipline umanistiche, in grado di indagare a fondo l’elemento centrale della storia: l’uomo.

Così l’arte può e deve affiancare il metodo storiografico classico nell’interpretazione delle vicende passate, con il preciso obiettivo di orientarci nel presente.

La Fondazione ICA a Milano

Cosa vedrete

La mostra raccoglie l’opera di 13 artisti internazionali di età e generazioni differenti, presentati in Italia raramente tra cui Yto Barrada, Lothar Baumgarten, James Lee Byars e Ryan Garden.

 Le opere   non hanno pretesa antiquaria o retrospettiva, ma vogliono creare una storiografia personale attraverso quello che hanno vissuto per provare a costruire un senso della propria esperienza.

La mostra è visitabile gratuitamente fino 15 marzo ed è aperta al pubblico dal giovedì alla domenica in orario 12.00-20.00.



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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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