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“SURROGATI. UN AMORE IDEALE”: A PRADA OSSERVATORIO, L’INQUIETUDINE DELL’UOMO CONTEMPORANEO

“SURROGATI. UN AMORE IDEALE”: A PRADA OSSERVATORIO, L’INQUIETUDINE DELL’UOMO CONTEMPORANEO

FONDAZIONE PRADA CONSEGNA ALLO SPETTATORE UNA MOSTRA CHE INSCENA NOI E I NOSTRI TEMPI

I surrogati a Prada Osservatorio, chi sono? Dei fantocci o noi umani nelle fotografie esposte? Surrogati. Un amore ideale all’Osservatorio della Fondazione Prada di Milano è una di quelle esposizioni che, idealmente, rispondono – o tentano di farlo – alle domande primordiali: chi siamo? da dove veniamo? Infatti, vagando per i corridoi dello spazio, dove la mostra è visitabile fino al 22 luglio 2019, ci si sente un po’ spaesati. All’inizio è come se le fotografie presenti provenissero da un’alta epoca. 

Invece no. I quarantadue lavori fotografici di Jamie Diamond (Brooklyn, USA, 1983) ed Elena Dorfman (Boston, USA, 1965) leggono il presente. E lo fanno esplorando i concetti di amore familiare, romantico ed erotico, scegliendo, come spiega la curatrice Melissa Harris: «un aspetto specifico e insolito di questo tema universale: il legame emozionale tra un uomo o una donna e una rappresentazione artificiale dell’essere umano.» E il risultato è inquietante. Perché lo spettatore può rispecchiarsi non tanto nei soggetti umani, piuttosto in quelli inanimati. 

Le sale curate per l’occasione sembrano delle griglie di Instagram in cui riconoscersi. Le opere presenti, infatti, consegnano con precisione ciò che un ricordo, desiderio o un corpo diventano quando li gettiamo, sotto forma di fotografie, nell’iper-spazio. Inanimati. Plastici. 

Uno scatto di Dorfman per Prada Osservatorio
Elena Dorfman e i suoi “surrogati” a Prada Osservatorio, in mostra fino al 22 luglio 2019

I SURROGATI A PRADA OSSERVATORIO: REALI O NO?

Nonostante si perda la corporeità, l’atto di postare un’immagine sul web fa sentire una certa energia. Seppure effimera e temporanea, questa emozione deriva dall’aspettativa di like e commenti positivi. E quindi, in un certo senso, è essa stessa vera. In questo senso Harris dice che «i lavori di Diamond e Dorfman documentano in modo vivido e senza pregiudizi le interazioni tra gli uomini e i loro compagni inanimati ma realistici

E se un giorno ci trasformassimo tutti in soggetti senz’anima ma profondamente reali? Lo spiega bene Still Lovers (2001-04), la serie di fotografie che ha dato visibilità internazionale a Elena Dorfman. Infatti essa «si concentra sulle persone che condividono la propria quotidianità domestica con realistiche bambole erotiche a grandezza naturale.» In questo caso la realtà non è data solamente dalle dimensioni ma anche – così pare – da come effettivamente oggi si vivono le relazioni umane. Sempre più digitali, plastiche e meno emotive. 

Uno scatto di Jamie Diamond a Prada Osservatorio
I “surrogati” a Prada Osservatorio. Jamie Diamond, “I promise to be a good mother”.

AVATAR DI NOI STESSI E DEI NOSTRI DESIDERI

Diamond realizza i progetti Forever Mothers (2012-2018) e Nine Months of Reborning (2014), per documentare la vita di una comunità outsider di artiste autodidatte chiamate Reborners, che realizzano e collezionano bambole iperrealistiche con cui interagiscono per soddisfare il proprio desiderio di maternità. 

Surrogati. Un amore ideale all’Osservatorio della Fondazione Prada è un percorso in cui emerge il senso del nostro presente: fare di tutto quando si desidera qualcosa o qualcuno. Oltrepassare i limiti. Quindi, creare dei fantocci pur di provare una certa emozione o soddisfare un impulso. E il senso, allora, è che viviamo ancora in una società dove, al fine di essere apprezzati si rischia di perdere il proprio lato umano.

fondazioneprada.org/

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Ilaria Introzzi
Articoli dell'Autore / Ilaria Introzzi

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