SU GOOGLE ARTS, LA MOSTRA DIGITALE SU FRIDA KAHLO

SU GOOGLE ARTS, LA MOSTRA DIGITALE SU FRIDA KAHLO

“Face of Frida”: la Kahlo in mostra su Google Arts

Non si ferma l’arte nonostante i musei chiusi a causa del Coronavirus. Grazie a Google Arts & Culture, infatti, è possibile visitare la mostra su Frida Kahlo comodamente da casa.

Nell’era digitale le distanze si assottigliano. Così, luoghi ed eventi a noi distanti sono fruibili con un clic di mouse.

Costretti a quarantena forzata a causa di Covid-19, gli italiani e l’intera popolazione globale potranno, comunque, continuare a coltivare i propri interessi.

Il giro virtuale nelle stanze di Casa Azul inizia con la retrospettiva su una delle artiste più amate del XX secolo, Frida.

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Ottocento opere raccontano, ai visitatori, la stupefacente collezione dell’artista messicana. E ancora, lettere, fotografie e capi d’abbigliamento ci aiutano ad entrare, a punta di piedi, sulla psiche complessa della donna. Un’intima intrusione nella sua sfera privata.

L’arte di Frida Kahlo è un nastro attorno ad una bomba. André Breton

The Frame Frida Kahlo. 1938
The Frame by Frida Kahlo. 1938

Grazie a Google Street View, inoltre, è possibile visitare le stanze di Casa Azul, la dimora dove, il 6 luglio del 1907, vide la luce Frida Kahlo. Casa che divise con il suo grande amore Diego Rivera e dove morì il 13 luglio 1954.

Al Centre Pompidou arriva l’opera The Frame di Frida Kahlo

È l’unica opera presente in territorio europeo, firmato dall’artista messicana: The Frame arriva al Centre Pompidou di Parigi.

L’autoritratto, realizzato nel 1938, vanta il primato di esser stata la prima opera venduta ed esposta al Louvre durante la mostra Mexique, organizzata da Cecil Breton.

La voce Frida Kahlo è consultabile sul Dizionario dell’Arte di Mam-e.it

Nel 1925, quando ancora andava a scuola, fu vittima di uno spaventoso incidente stradale che la lasciò permanentemente semi-invalida, spesso con acute sofferenze. Durante la convalescenza iniziò a dipingere autoritratti e ritratti. La sua persona rimase il soggetto preferito e la sua arte è di solito autobiografica: “Io dipingo me stessa perché sono il soggetto che conosco meglio”. Nel 1928 sposò il più famoso artista messicano, Diego Rivera, che aveva il doppio dei suoi anni e il doppio della sua presenza fisica. La loro relazione fu spesso tesa, ma durò fino alla morte di lei, attraverso varie separazioni, divorzi e ricongiunzioni (1939-1940) e infedeltà da entrambe le parti (uno degli amanti di lei fu Lev Trockij, assassinato mentre viveva a Città del Messico nel 1940).”

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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