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SHOAH DELL’ARTE: IL GIORNO DELLA MEMORIA

SHOAH DELL’ARTE: IL GIORNO DELLA MEMORIA

OGGI E’ IL GIORNO DELLA MEMORIA, PER RICORDARE E’ NATO IL PROGETTO SHOAH DELL’ARTE

Ogni 27 gennaio in tutto il mondo si ricordano le vittime dell’Olocausto, anche l’arte a suo modo vuole ricordarle con il progetto Shoah dell’arte.

La Shoah dell’arte è stata ideata nel 2015 da ECAD in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Tale evento ha ottenuto la medaglia del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dei beni e delle attività culturali.

Si ricorda che il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz per liberare i superstiti, la scoperta di tale luogo testimoniò al mondo l’orrore nazifascista.

I genocidi, l’orrore, le torture, le vittime innocenti, i campi di concentramento, tutto questo non può essere assolutamente dimenticato.

In occasione di tale Giornata è nato il progetto nazionale, Shoah dell’arte, a cui partecipano i musei italiani uno di questi è quello di Savona. Infatti il Museo d’Arte di Palazzo Gavotti insieme a oltre 30 istituzioni nazionali intendono esporre e ricordare un patrimonio riferibile alla Shoah. Un patrimonio artistico abbandonato, rifiutato da parte nazista perché considerato “degenerato”. Pensiamo al Dadaismo, Espressionismo, Fauvismo, Impressionismo, Astrattismo e Surrealismo.

René Magritte

Quest’anno il centro dell’esposizione sarà La Confidence Capitale di René Magritte, appartenente alla Collezione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo. Questa importantissima opera prevederà una attenta scheda esplicativa, un “pezzo” unico quanto raro in Italia, perché il Bel Paese conserva solo 3 opere di Magritte. Una di queste tre è proprio quella di Savona le altre due sono esposte a Venezia al Peggy Guggenheim.

L’esponente del Surrealismo, conosciuto dal mondo intero per Ceci n’est pas une pipe, sarà in mostra con un opera dal titolo La Confidence Capitale, pressoché sconosciuta. Realizzata tra 1927 e 1928 è una testimonianza alla congiunzione con la corrente artistica surrealista.

Ma ben più importante è il soggetto ritratto, Georgette, sua moglie, imprigionata in un muro di pietre e legno. Spogliata quasi metaforicamente di ogni cosa, immersa in un paesaggio non definito dove si scorge da un oculo il cielo azzurro. Di fianco alla donna una tavoletta forse una lavagna con dei segni non ben definiti.

Palazzo Gavotti, Savona: come arrivare

 

 

 

 

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Alessandro Dalai
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