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SHEELA GOWDA ALL’HANGAR BICOCCA

SHEELA GOWDA ALL’HANGAR BICOCCA

Conoscete Sheela Gowda? Se così non fosse, ecco una splendida occasione per ammirare le opere di una delle maggiori esponenti dell’arte contemporanea in India.

L’Hangar Bicocca presenta, dal 3 aprile, la mostra “Remains”, una personale di Sheela Gowda che comprende un’ampia selezione di opere realizzate dal 1996 a oggi.

Sheela Gowda – Portrait

Chi è l’artista?

Sheela Gowda vive e lavora a Bangalore, in India. Ha iniziato la sua carriera artistica come pittrice passando poi, nel 1990, a fare lavori tridimensionali in risposta al rapido sviluppo economico e culturale della sua Nazione.

“Non ero più in grado di trovare nella pittura i mezzi necessari a tradurre certe reazioni. . Non mi piaceva usare il mio lavoro come veicolo per affermazioni forti e sentivo il bisogno di utilizzare strumenti più ingegnosi” dichiara l’artista nel 2007.

Attualmente è nota per la produzione di installazioni artistiche  su larga scala nelle quali trasforma materiali di uso quotidiano. Questo processo di trasformazione è legato in qualche modo alle tradizioni artigianali locali e al ruolo del lavoro nel fare arte.

Sheela Gowda – Remains

Che materiali usa?

La Gowda ha usato e trasformato materiali comuni ma simbolici, tra cui capelli umani, incenso, sterco di vacca e polvere di kumkum rosso. Questi materiali sono associati ai rituali di tutti i giorni in India. Lavora anche con materiali architettonici e di risulta come legno, metallo e pietra.” L’utilizzo di un materiale mi fa capire i suoi limiti e il suo potenziale … Pertanto non esternalizzo l’aspetto fisico del fare arte”. 

I suoi “key works”

Ditegli del mio dolore  del 1998 consiste in un gruppo di corde rosse che penzolano e si avvolgono attorno a una stanza vuota. Uno sguardo più ravvicinato mostra le corde che sono composte da molti fili, rivestiti e legati insieme con kumkum o polvere rossa vermiglio, usati per segnare simbolicamente la fronte delle donne indù sposate. Ogni filo è stato passato attraverso un ago che si raggruppa all’estremità delle corde arrotolate.

L’installazione, recentemente acquisita dalla Tate ModernBehold  2009, è stata presentata per la prima volta alla 53 ° Biennale di Venezia . Qui usa quattromila metri di corda intrecciata a mano da capelli umani. Impiccati in questa massa nera e annodata sono appesi venti paraurti in acciaio. Behold è una delle più grandi installazioni che la Gowda ha prodotto fino ad oggi. L’opera rispecchia la tradizione degli automobilisti di Bangalore che legano capelli intrecciati ai paraurti delle auto come un talismano per la loro sicurezza. I capelli provengono da templi in cui i pellegrini si liberano dai loro legami con questo sacrificio rituale e il materiale viene poi venduto per parrucche o per uso industriale.

Sheela Gowda – Remains

É del 2006 l’opera  Darkroom  formata da tamburi incatramati e arruginiti. Questi sono stati assemblati a formare una capanna alta due metri nella quale il pubblico può entrare. La struttura, che suggerisce l’architettura informale delle baraccopoli è stata trasformata. Sheela Gowda ha perforato la struttura con buchi per far entrare la luce, ricreando l’effetto di un cielo notturno. I materiali umili o riflettono la deprivazione economica nei paesi in via di sviluppo, mentre la loro trasformazione in un paesaggio notturno stellato ci ricorda l’universalità della speranza e dell’aspirazione.

Sheela Gowda – Margins

La mostra

Il progetto espositivo di Pirelli HangarBicocca sottolinea la poetica e il significato politico dell’opera di Gowda, la cui pratica scaturisce da uno sguardo ricettivo e approfondito sul mondo e dalla consapevolezza del valore simbolico e comunicativo – come già detto – dei materiali, degli oggetti e degli scarti. 

La selezione delle opere in mostra presenta in forma esaustiva il costante lavoro dell’artista nella definizione della forma intesa come modalità di  trasformazione dei significati. Come ha spiegato la stessa artista: «Un’opera è il risultato di una decisione, di una scelta. Se è vero che il mio lavoro nasce da contesti specifici, tuttavia la natura ultima di un’opera è modellata sulla base dell’astrazione; un’astrazione che non si limita a una scelta stilistica, ma il cui intento è comunicare significati e favorire molteplici letture».

La mostra è curata da Nuria Enguita, Direttrice di Bombas Gens Centre d’Art, Valencia, e Lucia Aspesi, Assistente curatore di Pirelli HangarBicocca.

A ottobre 2019 un riadattamento della mostra sarà presentato presso il Bombas Gens Centre d’Art, Valencia.

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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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