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RECUPERATE LE OPERE RUBATE DI RUBENS E RENOIR

RECUPERATE LE OPERE RUBATE DI RUBENS E RENOIR

Dopo un anno di ricerche finalmente recuperate le due opere di Renoir e Rubens rubate il 20 aprile 2017. Un recupero da 26 milioni di Euro.

Le opere rubate erano nascoste in un magazzino della provincia di Torino. Le opere di Rubens e Renoir erano state trafugate lo scorso 20 aprile 2017.

Nonostante il recupero sono ancora in corso accertamenti per stabilire l’autenticità dei quadri e il loro conseguente valore di mercato. Per ora per di Rubens è stato accertato che si tratta di una tavola proveniente dalla bottega dell’artista fiammingo. Ma invece sono più incerte le origini dell’altro dipinto, Le fanciulle sul prato, presumibilmente del maestro francese Renoir.

Dà da pensare che fossero ancora nascoste, infatti secondo gli inquirenti questo è un sintomo del fatto che non si è trattato di un furto su commissione. Anzi i ladri devono aver riscontrato delle difficoltà nel piazzarle sul mercato per il loro alto valore.

Il ladro

Il truffatore che è riuscito nel colpo delle due opere rubate è il sedicente «diplomatico rabbino»Samuel Abraham Lewy Graham. In realtà il vero nome del malvivente è Nenad Jovanovic, 44 anni, croato di Trezzano sul Naviglio con precedenti.

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Le opere rubate dal croato Nadan Jovanovic

Per ora l’accusa è di furto aggravato dalla fraudolenza, ma l’inchiesta è molto più ampia e vede coinvolti altre due uomini, non raggiunti da alcuna misura restrittiva, ritenuti fiancheggiatori del gruppo.

Il furto

Secondo quanto riportato dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Monza sarebbe stato uno dei due personaggi indagati a mettere in contatto il gallerista, a cui sono stati sottratti i quadri, con il fantomatico israeliano interessato all’acquisto.

Durante l’ultimo colloquio tra il rabbino e il gallerista, avvenuto nel 2017, il prezzo di vendita era a 26 milioni di euro. Viene fissato anche il luogo per concludere l’affare e cioè la sede del consolato onorario albanese in Brianza. Allo stesso indirizzo però, al pian terreno, c’erano anche i locali di un’agenzia immobiliare gestita da due fratelli calabresi, che hanno messo a disposizione i locali per lo scambio.

Con la scusa di dover testare l’autenticità delle opere sarebbero riusciti a rimanere da soli con i dipinti e ad impossessarsene. A questo punto i quadri vengono nascosti in un autocarro, e Nenad Jovanovic scappa dal luogo del furto seminando gli accompagnatori del venditore, che provano a inseguirlo senza successo.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai