Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Arte

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent’anni dalla sua morte

Pirelli Hangar Bicocca celebra il grande artista cinese Chen Zhen a vent’anni dalla sua morte  con una mostra potente e di grande impatto: “Short Circuits”. L’esposizione curata da Vicente Todoli,  sarà visitabile dal 14 ottobre al 21 febbraio 2021.

 

Chen Zhen

Chen Zhen nasce a Shanghai nel 1955 e muore a Parigi nel 2000. I suoi lavori sono ricerche sul tempo e sullo spazio, sull’arte e i suoi effetti curativi.

Morto a soli 45 anni per le conseguenze di un banale intervento chirurgico, l’artista cinese Chen Zhen  con l’idea di malattia e lo spettro della fine aveva convissuto tutta la vita. Era malato di anemia emolitica. E questa consapevolezza si ritrova nelle sue opere. Come d’altra parte tutte le altre esperienze cardine della sua esistenza. Perché quando si guarda una scultura di Chen Zhen, sembra di sentire parlare Chen Zhen.

 

I suoi temi ricorrenti

Gli argomenti ricorrenti (tutt’oggi molto attuali) sono: il potere di guarigione dell’arte, la globalizzazione, la sintesi tra pensiero orientale e pensiero occidentale, il consumismo. La spiritualità e una buona dose di biografia dell’artista si insinuano in ognuna di queste riflessioni.

Chen Zhen  è celebrato come uno dei più importanti artisti della contemporaneità. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia  per 3 volte. Diverse sono conservate in importanti musei come il Centre Pompidou, la Pinault Collection o il MAXXI di Roma.

 

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Ma che cosa si deve aspettare chi il lavoro di Chen Zhen non l’ha mai visto? Sculture monumentali, grandi nelle dimensioni, potenti nello sviluppo

 

Ma che cosa si deve aspettare chi il lavoro di Chen Zhen non l’ha mai visto? Sculture monumentali, grandi nelle dimensioni, potenti nello sviluppo.  Fatte con oggetti d’uso quotidiano. Come sedie, tavoli, letti e persino vasi da notte. Colorati con lacche rosse e nere o lasciati del colore naturale del legno.

Infatti, gli oggetti d’uso quotidiano di Chen Zhen in linea di massima non sono quelli che si trovano nelle case contemporanee. Vengono da Oriente e da Occidente e sono spesso antichi. Ma tanto diffusi in un luogo o nell’altro, in un periodo o nell’altro, da diventare simboli di purificazione del popolo di un continente o addirittura di un Paese. Ma anche metafore ed elementi compositivi.

 

Short Circuits

Short-circuits è concepita come un’esplorazione immersiva nella complessa ricerca artistica di Chen Zhen. Il titolo prende spunto dal metodo sviluppato dall’artista, definito appunto il “fenomeno del cortocircuito”. L’opera, spostata dal suo contesto originale svela un nuovo significato giungendo a un processo che conduce l’artista a riflettere sul tema di contaminazione simbolica e culturale in quanto modalità di creazione artistica.

 

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Il percorso espositivo parte da uno delle sue installazioni più rilevanti Jue Chang, Dancing Body – Drumming Mind (The Last Song).

 

Il percorso espositivo

Si parte da una delle sue installazioni più rilevanti: Jue Chang, Dancing Body – Drumming Mind (The Last Song). L’opera si compone di numerosi letti e sedie provenienti da diverse parti del mondo e ricoperti di pelli di vacca.

L’utilizzo di elementi parte di contesti diversi caratterizza anche Round Table : qui 29 sedie sono fissate nella superficie di un tavolo rotondo: da un lato questi oggetti sono simbolo di potere dall’altro rappresentano un invito all’unione  e all’armonia.

 

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Altro tema centrale al lavoro di Chen Zhen è la trasformazione della Cina in una società consumistica e capitalista, rappresentata in questo contesto dall’installazione Fu Dao / Fu Dao, Upside-down Buddah / Arrival at  Good Fortune

 

Altro tema centrale al lavoro di Chen Zhen è la trasformazione della Cina in una società consumistica e capitalista, rappresentata in questo contesto dall’installazione Fu Dao / Fu Dao, Upside-down Buddah / Arrival at  Good Fortune del 1997. Il titolo dell’opera si ispira agli ideogrammi cinesi che indicano “buona fortuna” Qui Chen Zhen approfondisce le riflessioni sull’uomo, la società e la natura, vista sempre più lontana dallo spirito del Buddismo. L’opera si compone di televisori, ventilatori, parti di carrozzeria, oggetti trovati e statuette del Budda capovolte, sospesi su una struttura rivestita di rami di bambù.

Il rapporto con la Cina e la sua modernizzazione sono il punto di partenza anche dell’opera Daily Incantations, realizzata dopo un viaggio di ritorno nella sua città d’origine, dopo diversi anni trascorsi in Occidente, e di Prayer Wheel – Money Makes the Mare Go .

Si giunge a Le Rite suspendu / mouillédel 1991, che segna l’abbandono della pittura e alla pratica installativa. L’opera rappresenta un autoritratto, un’autocritica e un’autoriflessione. Significativa invece per la relazione tra elemento naturale e manufatto industriale, è Éruption future, realizzata nel 1992 e presentata per la prima volta a Milano.

 

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Purification Room, un ambiente domestico dall’aspetto apocalittico con mobili, pareti e oggetti coperti da uno strato di argilla

 

Infine

La mostra, infine, presenta anche i lavori che indagano i concetti di malattia e guarigione, fisica e spirituale come Purification Room, un ambiente domestico dall’aspetto apocalittico con mobili, pareti e oggetti coperti da uno strato di argilla: questa da un lato sembra annullare ogni spinta vitale e di crescita, dall’altro evidenzia gli elementi più essenziali e intimi della vita stessa.

 

Pirelli Hangar Bicocca celebra Chen Zhen a vent'anni dalla sua morte
Short-circuits si chiude con Jardin-Lavoir : 11 letti, trasformati in vasche di acqua, ospitano oggetti quotidiani.

 

Infine Short-circuits si chiude con Jardin-Lavoir : 11 letti, trasformati in vasche di acqua, ospitano oggetti quotidiani. Il tutto è sormontato da un sistema idraulico da cui sgorgano flussi di acqua: questa installazione evoca una sorta di “giardino di purificazione” in cui meditare e raccogliersi.

 

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