Arte: Paul Cézanne, curiosità sul pittore dei colori
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PAUL CÉZANNE, CURIOSITÀ SUL PITTORE DEI COLORI

Il 22 ottobre 1906 moriva Paul Cézanne, pittore francese post-impressionista e precursore del Cubismo, di cui ricordiamo alcune piacevoli curiosità.

Solitario

Senza dubbi il carattere scontroso e introverso di Paul Cézanne era fuori dal comune in quegli ambienti così pieni di curiosità e fermento. Di famiglia molto benestante, l’artista visse quasi sempre ad Aix-en-Provence, suo paese di nascita. Rare volte frequentò la più vivace e allegra Parigi, dove conobbe appena Degas, Pisarro, Renoir e Monet.

Il temperamento enigmatico però portò il pittore verso una ricerca artistica solitaria e singolare, che lo ha condotto a risultati sorprendenti. Il suo studio ha aperto le porte alla più grande rivoluzione artistica del XX secolo: il cubismo.

Tutto è nel colore

Diversamente dai suoi colleghi impressionisti, Paul Cézanne aveva una curiosità particolare per l’analisi delle forme geometriche nella natura. La sua volontà era quella di rappresentare su tela le forme e lo spazio, in maniera razionale. Ma per fare ciò usò solo ed esclusivamente il colore e mai le tecniche classiche del disegno, come prospettiva e chiaroscuro. Tutto doveva sfociare nel colore.

Ovviamente anche la sua tecnica pittorica inconfondibile aveva un rapporto speciale con i colori. La stesura delle pitture avveniva per sovrapposizione, evitando di mescolare toni diversi e aspettando, di volta in volta, che il primo strato di pittura si asciugasse prima di stenderne sopra uno nuovo.

Il colore è il mezzo unico, specifico, del pittore.

Paul Cézanne

Geometrie

“In principio era la Geometria” avrebbe detto il pittore francese. A suo avviso infatti, tutta la realtà poteva essere ricondotta a tre forme geometriche semplici: il cilindro, la sfera e il cono. Questi tre elementi ricorrono imperturbabili all’interno di ogni composizione pittorica di Cézanne. Egli esplorò a fondo la realtà e le sue forme e, ossessionato dai volumi, rappresentò gli oggetti da più angolazioni diverse. A qualcuno forse questa tecnica ricorda i volumi deformati, dipinti da Picasso?

Arte: Paul Cézanne, curiosità sul pittore dei colori
Le grandi bagnanti, Paul Cézanne, 1898

Un precursore

Esattamente come Vincent Van Gogh, Paul Cézanne in vita non ricevette alcun riconoscimento della sua opera. Rifiutato più volte dalla giuria del Salon, espose con i suoi colleghi alla prima mostra impressionista del 1874, presso lo studio di Nadar. Il resto della sua elaborazione artistica rimase nell’ombra per tutto il suo viaggio terreno. Fino a che, nel 1904, a due anni dalla sua morte, il Salon d’Automne espose tutte le sue opere, dedicandogli un’intera sala. È chiaro che il suo genio avesse precorso i tempi, ancora affatto maturi per recepire una così grande rivoluzione.

Volti nascosti

Ma la curiosità più sorprendente dell’opera di Paul Cézanne è il risultato di un intenso lavoro di ricerca, durato tutta una vita. La complessità dell’operato dell’artista si risolve interamente nella pittura di un paesaggio-autoritratto. Mi spiego meglio.

Se guardiamo attentamente uno dei suoi ultimi dipinti, La montaigne Sainte-Victoire vue des Lauves del 1906, potremo scorgere i tratti del volto del pittore. Un occhio, un orecchio, i fori delle narici, la barba e la piega della bocca si celano tra i declivi montani e i rami degli alberi. Insomma, l’umano si fa oggetto e la natura si umanizza.

Arte: Paul Cézanne, curiosità sul pittore dei colori
La montaigne Sainte-Victoire vue des Lauves, Paul Cézanne, 1906

Una pittura poetica e complessa da comprendere. Paesaggi vibranti che cercano nella natura una pace e un equilibrio silenziosi. Una creatività artistica di rara intensità che, purtroppo, non ha mai pienamente soddisfatto l’occhio attento di Cézanne.

«Ma come fa? Non mette neanche due macchie di colore su una tela, senza fare una cosa eccezionale!» dirà di lui Pierre-Auguste Renoir.

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