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Arte,  Mostra

Parigi, Surrealismo “in piena luce”: Magritte dialoga con Renoir

Il Surrealismo “in piena luce” di Magritte dialoga con l’Impressionismo di Renoir nella mostra all’Orangerie di Parigi

“Magritte/Renoir: Surrealismo in piena luce” è la mostra all’Orangerie di Parigi che racconta un aspetto inedito di Renè Magritte: il ‘periodo Renoir’. L’esibizione aperta fino al 19 luglio e curata da Didier Ottinger mette insieme le opere dei due pittori francesi dimostrando come Magritte avesse copiato a suo modo Auguste Renoir.

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René Magritte, L’univers interdit, 1943

Un Magritte ancora poco conosciuto: il ‘periodo Renoir’ e il Surrealismo “solare”

Convinto che la sconfitta dei tedeschi a Stalingrado segnasse la fine della Germania nazista e, quindi, della Seconda Guerra Mondiale, Magritte vedeva se stesso come un profeta della felicità e del ritorno alla pace. Scriveva a Paul Éluard nel 1941:

“La parte luminosa della vita sarà la parte che esplorerò. E con questo intendo tutte le cose deliziose: donne, uccelli, fiori, alberi e l’atmosfera di felicità. Una suggestione alquanto potente ha sostituito la poesia inquieta che ero solito dipingere nei miei quadri”.

Magritte sarebbe rimasto fedele a questo stile “solare” fino al 1947. In questo periodo avrebbe prodotto circa 50 dipinti e tempere e un numero considerevole di disegni che illustravano Sade, G.Bataille, Éluard e Lautréamont.

Il pittore surrealista considerava il suo ‘periodo Renoir tanto importante da renderlo la base di una profonda riforma del Surrealismo. Nell’ottobre 1946 mandò ad André Breton il suo manifesto: “Surrealismo in Piena Luce”. Il rifiuto totale di Breton per la proposta portò Magritte a liquidare il ‘periodo Renoir’ e ad arrivare, nel 1948, al suo ‘Période Vache’.

“Magritte/Renoir. Le surréalisme en plein soleil” all’Orangerie di Parigi

Proprio a questo periodo “solare” fa riferimento il sottotitolo della mostra che mette in dialogo opere di Renoir e di Magritte. Non si tratta di una trovata pubblicitaria, bensì il curatore Didier Ottinger (Museo Nazionale d’arte moderna – Centre Pompidou) vuole parlare di un Magritte poco conosciuto.

La mostra è costituita da opere del Musée d’Orsay et de l’Orangerie e da prestiti di collezioni private. Tra le opere in prestito la bellissima rappresentazione gioiosa di fiori, La Préméditation, del 1943, quando Roma veniva bombardata e cadeva il regime fascista.

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René Magritte (1898-1967), La Préméditation, 1943
Huile sur toile, 55 × 46 cm. Collection particulière.
© Photothèque R. Magritte / Adagp Images, Paris, 2021

Realizzata in collaborazione con i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, la mostra mette in dialogo Impressionismo e Surrealismo in un percorso di otto sezioni in cui sono esposti una sessantina di capolavori di Renoir e di Magritte.

Il percorso di “Magritte/Renoir. Le surréalisme en plein soleil” affascina per la disposizione “a coppia” dei quadri. Ad esempio, le bagnanti di Renoir (in particolare Nu couché tra 1900 e 1905) diventano delle donne con arti dai colori diversi che occupano tutta la tela di René Magritte. Uno degli “incontri” più belli è quello tra il Nu au canapé di Renoir del 1915, prestato dalla Tate di Londra, e L’univers interdit di Magritte del 1943, dalla collezione della Fédération Wallonie-Bruxelles. Da Bruxelles arrivano tra l’altro anche La Moisson (1943) e Le Retour (1940).

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