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LE MOSTRE CHE SCONVOLSERO IL MONDO

LE MOSTRE CHE SCONVOLSERO IL MONDO

In uscita per 24 ore cultura la riedizione aggiornata del saggio Le 100 mostre che sconvolsero il mondo: ecco un piccolo assaggio

Le mostre che hanno segnato la storia dell’arte raccolte nel saggio Le 100 mostre che sconvolsero il mondo, edito da 24 Ore Cultura: qui un sunto e piccolo anticipo del contenuto e di quelle che sono state, a tutti gli effetti, le mostre più spettacolari e segnanti, dal 1863 ai giorni nostri.

1863, Salon des refusés

È il 1863 quando al Salon ufficiale vengono respinte oltre quattrocento opere: tra i rifiutati dalla giuria ufficiale artisti come Manet, Jongkind, Whistler, autori di opere che, oggi, appartengono alla cultura globale.

Napoleone III, giunto al Salon per esaminare parte delle opere respinte fa organizzare immediatamente un’ala del Palais de l’Industrie per esporre le opere ufficialmente rifiutate e rimetterle alla critica del pubblico. Nasceva così la prima tra le mostre che sconvolsero il mondo, il primo Salon des refusés.

Colazione sull’erba, Édouard Manet

1895, Prima Biennale di Venezia

Unitamente a una convenzione con le Ferrovie dello Stato, la prima biennale di Venezia raccolse oltre 224.000 visitatori: un numero altissimo persino per mostre odierne. La prima edizione della Biennale è famosa anche per lo scandalo del pittore Giacomo Grosso, che vi partecipò con la sua opera Il supremo convegno (successivamente distrutta da un incendio) che venne giudicata inappropriata e che si meritò la chiusura della propria sala.

1911, Prima mostra Blaue Reiter

Kandinsky e Franz Marc fondano il Blaue Reiter nei primi anni del Novecento; precisamente nel 1911, presso la Galleria Thannhäuser di Monaco, ha luogo la prima mostra, a cui parteciparono anche Delaunay, Schönberg e Rousseau.

Gli approcci e gli scopi dei membri del gruppo variavano da artista ad artista; tuttavia tutti insistevano nel promuovere l’arte moderna e credevano relazione tra arte visuale e musica, nelle associazioni spirituali e simboliche del colore e in un intuitivo approccio alla pittura. 

Der Blaue Reiter, opera di Kandinsky

1923, Prima mostra del Bauhaus

Quest’anno si festeggiano i cento anni del Bauhaus ed è importante quindi segnalare questa mostra e ripercorrere la storia di questo movimento.

La mostra del 1923 segna un periodo decisivo per tutta la storia dell’arte, ma non solo. È in qualche modo uno straordinario punto di partenza per un nuovo termine, all’epoca non ancora in uso: design.

Proprio in questa prima mostra vengono esposti i lavori realizzati dagli studenti al termine del proprio ciclo di studi; tra tutti, spicca il modello di casa realizzato da Georg Muche, Am Horn, che quell’anno ospita la mostra stessa.

La casa costruita e progettata da Georg Muche, Am Horn

1942, Artists in Exile

Alla fine degli anni Trenta del Novecento la guerra sta dilaniando l’Europa; ecco perché numerosi artisti fuggono negli Stati Uniti sperando di trovare pace. La mostra organizzata a New York nel 1942 è un potentissimo manifesto che mette in luce ciò che la guerra produce: esilio, dolore, ma anche rigenerazione e rinascita: è proprio a New York infatti che il surrealismo europeo evolverà e getterà le basi per l’espressionismo astratto.

Foto con gli artisti in esilio a New York e pagina con le loro firme

1953, Mostra Spaziale

Nel 1969 Armstrong mette piede sulla luna, è i primo passo dell’uomo nello spazio. Già a partire dagli anni Cinquanta, tuttavia, il desiderio dell’uomo di scoprire lo spazio e le sue forme è forte e si fa sentire anche e forse soprattutto nell’arte con artisti come Lucio Fontana.

Con lo spazialismo si ha una sorta di materializzazione del futuro, dove la sintesi tra colore, suono e movimento dà origine all’opera d’arte.

La mostra veneziana del 1953 è l’exploit di questo movimento, al quale via via aderiscono sempre più artisti, anche se per un breve periodo, dato che il movimento si scioglierà l’anno successivo. Tuttavia, questo non è importante considerando la gargantuesca eredità lasciata da questo breve ma intenso processo creativo.

1976, Ambiente/Arte

Il tema generale della XXXVII Biennale di Venezia è “Ambiente, partecipazione, strutture culturali”: questo tema porta con sé una serie di domande che diventano il fulcro attorno al quale molte opere graviteranno. In che modo un’opera dialoga con lo spazio che la circonda?

Entrata dei cavalli nell’ambiente di Sol Lewitt alla biennale di venezia del 76

Gli archetipi di questo genere di arte ambientale sono molteplici e le loro radici affondano in diverse avanguardie del Novecento: dal Futurismo, al Dadaismo, fino a coinvolgere lo spazialismo, chiaramente.


1994, Cocido y Crudo

Tra le mostre che sconvolsero il mondo non può mancare la spagnola Cocido y Crudo, nel 1994 segna la nascita (e l’esibizione) di un’arte che si mescola e contamina, un discorso artistico pluralistico che segna e distrugge i confini della geografia mondiale dell’arte. Le opere di Victoria Civera, Rogelio Lopez Cuenca; Doris Salcedo; Marlene Dumas, Mark Dion; Damien Hirst, Kiki Smith, Paul McCarthy e tanti altri artisti più e meno consolidati del panorama artistico degli anni Novanta. Il tutto, in una mostra dall’allestimento scenografico quanto surreale e impossibile.

1996, Manifesta I

La particolarità di Manifesta I durante gli anni Novanta è quella di essere una mostra-laboratorio dove spettatori e artisti sono liberi di sperimentare esperienze e nuovi confini dell’arte, non solo; è una delle prime mostre a dilagare nel tessuto urbano della città che la ospita: in questo caso la nordica Rotterdam. Inoltre, da non dimenticare che Manifesta è itinerante, cioè la sede cambia ogni due anni. Manifesta I porta questa ventata d’aria fresca durante gli anni Novanta, quando le mostre biennali proliferavano a dismisura ma senza alcuna innovazione.

Le 100 mostre che sconvolsero il mondo

Il libro sulle mostre che sconvolsero il mondo è scritto da Bruno Bandini (docente di filosofia dell’arte e storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Bologna) e Beatrice Buscaroli (professoressa di storia dell’arte moderna e contemporanea all’Accademia di belle arti di Bologna e nota curatrice e giornalista), edito per 24 Ore Cultura, disponibile online e in libreria nella versione aggiornata.

Cover del libro

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Arianna Giampietro
Articoli dell'Autore / Arianna Giampietro

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