BIZARRE, LA MOSTRA SULLE SETE EUROPEE

BIZARRE, LA MOSTRA SULLE SETE EUROPEE

La mostra Bizarre a Como

La Fondazione Antonio Ratti inaugura il 14 Dicembre 2018 presso Villa Sucota “Bizarre, novità e stravaganze nelle sete europee del XVIII” .  La curatela è di di Maddalena Terragni in collaborazione con Gregorio Magnani. L’apertura al pubblico invece avverrà il 15 Dicembre e la mostra sarà visitabile fino a tutto Marzo 2019.

Tutto ruota attorno alle collezioni di tessuti FAR e TGL, dialoganti con delle opere firmate dall’artista Stefano Arienti. In un viaggio attraverso la storia del tessuto occidentale Bizarre analizza il periodo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo.

In questo contesto i tessitori europei inventano motivi decorativi inusuali (da qui il nome dell’esposizione) mescolandoli e attingendo a riferimenti culturali che provengono dall’Oriente, senza preoccuparsi di produrre rappresentazioni fedeli al reale. L’aspetto particolare da considerarsi è proprio l’atto del processo d’ideazione: infatti gli artigiani, così facendo, seguivano esclusivamente il loro istinto creativo, rendendo quindi il manufatto molto personale. Seguendo la propria sensibilità, per la prima volta gli artigiani tessili possono attingere al repertorio visuale e creare, per le loro sete policrome, dei disegni astratti. Questi si fondono a motivi geometrici, infiorescenze fantastiche, si confondono tra raffigurazioni di architetture ed edifici dal sapore appunto orientale. Solo l’altissima consapevolezza tecnica dell’epoca ha reso possibile il compimento di disegni così strutturati e complessi. Guardandoli ci si rende conto che c’è davvero da imparare. 

I Bizarres: le sete operate settecentesche

Fanno parte di uno dei nuclei più significativi della collezione tessile della Fondazione Antonio Ratti. Si tratta di circa 800 reperti, produzioni lionesi e veneziane, che nel loro insieme testimoniano le trasformazioni tecniche, sociali ed estetiche che segnarono l’ambito tessile europeo di quel secolo. Sono tessuti di seta policromi, preziose per il grande dispiego di filati d’oro e d’argento e per la ricchezza iconografica e delle armature damascate e broccate.

Stefano Arienti

Nato a Asola (Mantova) nel 1961, nel 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tutt’ora. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Con altri giovani artisti frequenta l’ambiente nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte povera e dalla Transavanguardia. Ha tenuto una serie di mostre personali e collettive in gallerie e istituzioni d’arte italiane e straniere. Nominiamone alcuni: Museo MAXXI, Roma (2004); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); Palazzo Ducale, Mantova (2009). Ha partecipato inoltre ad una serie di biennali e altri importanti manifestazioni del settore. Ha poi insegnato all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia.

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Alberto Cappellaro
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