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LE E-MAIL DI HILLARY CLINTON ALLA BIENNALE DI VENEZIA

LE E-MAIL DI HILLARY CLINTON ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Una mostra coinvolgente, curiosa e in una location molto particolare…un supermercato.

Lo scandalo del 2009 di Hillary Clinton adesso è un’opera d’arte da vedere a Venezia.

La Biennale di Venezia ha già raccolto un bel numero di partecipanti, ma non solo: le sue opere stanno facendo molto discutere il pubblico.

Tra queste, bisogna nominare sicuramente “Hillary. The Hillary Clinton Emails” di Kenneth Goldsmith, curata da Francesco Urbano Ragazzi.

La mostra si svolge all’interno di un cinema diventato supermercato, ovvero il Despar Teatro Italia. La riflessione dell’artista verte da sempre sul tema dell’appropriazione di ciò che si trova. In questo caso, ha immaginato di trovarsi di fronte un enorme tavolo con quattro scultoree pile di fogli sopra. Le e-mail del caso Hillary Clinton, appunto, adesso stampate e impilate a Venezia.

Nel 2009, infatti, la Clinton ricopriva il ruolo di Segretario di Stato quando scoppiò l’e-mailgate.

Cos’è successo?

L’emailgate scoppia quando nel 2009 il cellulare di tale Huma Abedin viene sequestrato a seguito di un’inchiesta riguardante il marito. Tra le mail della Abedin vengono trovate mail ricevute da un account privato e non governativo della Clinton, all’epoca segretario di stato. Queste mail contenevano materiale top secret riguardo degli attacchi terroristici e non solo.

L’opera di Goldsmith sul caso Hillary Clinton a Venezia

L’opera di Goldsmith rende il caso di stato qualcosa di tangibile. Si sale al secondo piano del supermercato, dove la mostra è divisa in due parti. Nella prima, c’è un ambiente che richiama quello della Stanza Ovale della Casa Bianca, con una grande scrivania di mogano e i testi delle mail della Clinton stampati e impilati. Dall’altra parte c’è una parte dedicata alla consulta di questi fogli. Una sala attrezzata con sedie, tavoli e lampade dove i visitatori possono accomodarsi per leggere le mail della Clinton.

Non è finita qui: se ci si affaccia alla balconata del secondo piano si potrà vedere il supermercato con le persone al suo interno che chiaramente stanno facendo la spesa. Sui tetti degli scaffali dei vari scomparti sono stampati dei nomi: tutti gli artisti presenti con del materiale video sulla piattaforma Ubu Web, fondata da Goldsmith nel 1996.

La lista dei nomi degli artisti sugli scaffali ©Giorgio De Vecchi, Gerda Studio

Inoltre, al banco gastronomia, degli schermi proiettano a rotazione alcuni dei video di questi artisti.

I video proiettati sul banco gastronomia ©Giorgio De Vecchi, Gerda Studio

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Arianna Giampietro
Articoli dell'Autore / Arianna Giampietro

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