Arte

IL NUOVO DOCUMENTARIO SULLA VITA DI PEGGY GUGGENHEIM

IL NUOVO DOCUMENTARIO SULLA ECCENTRICA VITA DI PEGGY GUGGENHEIM

L’autrice del documentario “Peggy Guggenheim Art Addict”, Lisa Immordino Vreeland, descrive la celebre collezionista come lei stessa usava descriversi: una “narcisista”; irrecuperabile “enfant terrible”; una solitaria; una ninfomane; una che viveva ai limiti; una donna problematica, e libera. Comunque la si pensasse su di lei, di lei si parlava: era un personaggio.

PEGGY GUGGENHEIM – Vita:

Basta ripercorrere brevemente la sua vita per accorgersene: nipote di Salomon R. Guggenheim, Peggy rifiutò la sua famiglia borghese, si rasò a zero le sopracciglia per scioccare i suoi altolocati compagni di classe, fuggì in Europa, comprò un mucchio di quadri surrealisti, cubisti e dell’espressionismo astratto quando ancora nessuno li valutava e considerava; supportò e aiutò Djuna Barnes e Jackson Pollock prima che divenissero famosi, portò la sua collezione d’arte fuori dall’Inghilterra durante la seconda guerra mondiale, più tardi comprò un palazzo a Venezia per metterla in mostra, subì una rinoplastica che non si preoccupò mai di far sistemare, si circondò di una flotta di Lhasa Apsos, famosa per gli occhiali a forma di gatto che indossava, che divennero il suo marchio, e i cui rifacimenti sono ancora oggi in vendita nel negozio del suo museo, si intrattenne con chiunque destasse il suo interesse e la sua curiosità e pubblicò, nel 1946, un memoir sulla sua disinibita vita sessuale.

Non andò al college e non ricevette una formazione canonica da storica dell’arte, ma si circondò di mentori, che la istruirono, tra i quali Marcel Duchamp, “che mi insegnò tutto sull’arte moderna”, e Howard Putzel, che la aiutò ad aprire la sua galleria a New York, la “Art of This Century, o Piet Mondrian, che fu il primo a suggerirle che c’era del genio dietro ai dipinti “sgocciolanti” di Pollock.

E se è vero da una parte che visse una vita piena di agi, è anche vero che subì la perdita del padre, che affogò col Titanic, a soli 13 anni, la sorella morì quando Peggy era ancora più giovane, l’altra sorella morì in circostanze misteriose, cadendo dalla cima di un hotel a Ny. E la sua unica figlia, Pegeen, si suicidò a 42 anni.

La Guggenheim sopravvisse a tutto questo, e non solo riconobbe e sposò il talento di un gruppo di ancora anonimi scapestrati, che poi divennero i più famosi artisti del 20esimo secolo, ma sposò anche la vita, che visse appieno e, pare, senza rimorsi. Anche se morì da sola, morì come ciò che era: una star, e le star spesso finiscono per andarsene tragicamente sole.

Peggy Guggenheim Art Addict
Peggy Guggenheim Art Addict, Lisa Immordino Vreeland

Puoi leggere anche:

Peggy Guggenheim Collection – corsi online: L’arte è vita

La banana di Maurizio Cattelan va al Guggenheim

La voce del dizionario dell’arte dedicata a Solomon R. Guggenheim

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!