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“GLI ANIMALI NELL’ARTE . DAL RINASCIMENTO A CERUTI”

“GLI ANIMALI NELL’ARTE . DAL RINASCIMENTO  A CERUTI”

Nelle sale di Palazzo Martinengo a Brescia la mostra “Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti”.

 La storica residenza cinquecentesca nel cuore della città  viene, per l’occasione, trasformata in un ideale “zoo artistico”.  Consentendo così al visitatore di comprendere come l’animale abbia da sempre avuto un ruolo fondamentale nella grande pittura antica.

Ancora animali. Lunedì abbiamo parlato della straordinaria mostra di Steve McCurry al MUDEC  e oggi vi proponiamo questa altrettanto interessante –  anche se molto diversa –  mostra sugli animali nell’arte del  Rinascimento.

Passando così dalla fotografia contemporanea alla pittura di uno dei periodi più interessanti dal punto di vista artistico che va dal  Quattrocento  fino ai primi decenni del XVI secolo.

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Francesco Ubertini detto Bachiacca, Leda e il cigno, olio su tavola,

Gli animali nell’arte

I più grandi maestri del Rinascimento, del Barocco e dell’Età dei Lumi, da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo fino a Ceruti, hanno spesso dipinto animali.
 Sia in rappresentazioni autonome che in compagnia dell’uomo.  Soprattutto in occasione di commissioni ufficiali da parte di nobili e aristocratici.
Traendo sovente ispirazione dai testi biblici e dalla letteratura classica greca e latina, gli artisti hanno realizzato tele nelle quali l’animale è l’assoluto protagonista.  Come – per citarne uno –  nell’episodio dell’Arca di Noè  oppure comprimario, divenendo attributo iconografico dei santi più venerati  o parte essenziale del racconto mitologico.
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Giacomo Ceruti – Vecchio con gatto,

Le sezioni della mostra

Il percorso espositivo è suddiviso in 10 sezioni che indagano la presenza dell’animale nella pittura a soggetto sacro e mitologico.
 Mettendo in evidenza le simbologie e i significati ad esso connessi, per poi addentrarsi in sale tematiche dedicate a cani, gatti, uccelli, pesci, rettili e animali della fattoria.  Spesso raffigurati in compagnia dell’uomo.
Ecco così sfilare sotto i nostri occhi il cigno in cui si trasformò Giove per sedurre la bella Leda, l’agnello protagonista insieme a San Giovanni o il leone ammansito di San Girolamo.
Sarà particolarmente  interessante  notare come i grandi pittori abbiano riservato agli animali anche il ruolo di protagonisti realizzandone dei veri e propri ritratti psicologici.
 Come nel caso delle capre del Grechetto, dei cagnolini del Ceruti o degli animali da cortile del Cerquozzi o del Campi.
Nell’ultima stanza, infine,  i  protagonisti  sono invece gli animali esotici.  Scimmie, pappagalli, dromedari, leoni, tigri, elefanti, struzzi ed esemplari fantastici, figli della fervida vena creativa degli artisti.
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“Gli animali nell’arte. Dal Rinascimento a Ceruti”

Opere del Pitocchetto

Molti i prestiti giunti a Brescia da musei, pinacoteche e collezioni private. Tra le opere di Guercino, Ceruti, Grechetto, Campi, Cavalier d’Arpino, Giordano, Duranti e Longhi abbiamo trovato particolarmente interessanti e significative le opere   di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto. Cinque capolavori  che per la prima volta sono esposti in pubblico.

Fra questi  spicca la coppia di tele raffiguranti “Vecchio con carlino” e “Vecchio con gatto”, citata nell’inventario del 1802 della prestigiosa collezione Melzi d’Eril di Milano.

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Bruna Meloni
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