manifesto futurista
Arte

Futurismo – Il 20 febbraio 1909 il Primo manifesto sul Figaro

20 febbraio 1909Il Primo manifesto del futurismo appare in lingua francese sul Figaro

Il Primo Manifesto del futurismo di Filippo Tommaso Marinetti appare in lingua francese sul Figaro il 20 febbraio 1909, poi presentato in italiano sulla rivista Poesia.

«Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell’umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro…».

Poco dopo nel 1910, a Milano, il manifesto dei pittori futuristi viene firmato anche da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, ma anche da Gino Severini e Luigi Russolo, e nell’aprile dello stesso anno anche  il Manifesto tecnico della pittura futurista. 

Il Manifesto Futurista è guidato da un contenuto ideologico più che artistico. Si tratta di una esaltazione della modernità, della macchina, della tecnica, della città industriale, della folla, delle rivoluzioni urbane, ponendo l’accento sul concetto di movimento (o dell’esperienza del movimento).

Marinetti condensa nel suo manifesto l’intero immaginario della modernità. Insieme compare però anche un’ideologia critico-negativo di Nietzsche, volta a celebrare gli istinti, la gioia della distruzione, la danza, i giovani, l’aggressività, l’amore per la guerra l’azione violenta, la velocità,  gli atteggiamenti militareschi, ma anche quelli virili ed eroici. Appare quindi il conseguente disprezzo della donna e del femminismo.

manifesto futurismo
Le Figaro, Manifesto Futurismo

Futurismo sul piano culturale ed artistico:

Il futurismo fu un fenomeno letterario all’origine, ma la maggior parte dei suoi più importanti esponenti furono pittori, ma  toccò anche la scultura, l’architettura, la musica, il cinema e la fotografia.

Sul piano culturale ed artistico, in maniera provocatoria propone la distruzione della tradizione e del passato, delle accademie, dei musei, delle biblioteche, ma anche delle stesse città antiche e “venerate”. Afferma quindi un nuovo criterio di bellezza che va ricercata nella macchina e nella velocità , ma anche nell’industria e nella tecnologia e, quindi, nell’immaginario del mondo moderno.

Il moderno è quindi, secondo Marinetti, espressione della nuova estetica.

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Umberto Boccioni, La strada entra nella casa

Lo stile-azione del Manifesto programmatico futurista:

Lo stile del Manifesto è paratattico. Composto quindi da frasi brevi e da affermazioni successive ed insistenti sugli stessi concetti, prive di uno sviluppo logico.

L’obiettivo è stupire, ma anche scandalizzare, provocare un effetto di shock violento accentuato dallo stile di scrittura utilizzato.

Giacomo Balla, velocità astratta

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