Metafisica, pittura Stile pittorico inaugurato da De Chirico

Metafisica, pittura Stile pittorico inaugurato da De Chirico

 

Metafisica, pittura. Stile pittorico inaugurato da De Chirico intorno al 1913 e praticato, oltre che da lui, da Carrà (dal 1917), Morandi (dal 1918) e pochi altri artisti italiani fino al 1920 circa.

Il termine  pittura metafisica fu coniato da De Chirico enel 1917, quando entrambi erano ricoverati presso l’ospedale militare di Ferrara, benché Apollinaire avesse già utilizzato in precedenza l’aggettivo metafisico in merito ai quadri di De Chirico appunto.

Il significato attribuito alla parola, che ricorre nei titoli di numerose opere soprattutto di De Chirico,  mai formulato con chiarezza, ma lo stile  caratterizzato da immagini che trasmettono un senso di mistero e allucinazione collegata alla definizione di metafisica come ‘ciò che trascende la materia fisica’.

Pittura metafisica Questo effetto enigmatico

Questo effetto enigmatico era ottenuto in parte utilizzando prospettive e luci irreali, in parte attraverso l’adozione di una strana specifica iconografia, per esempio l’uso di manichini da sarto e statue al posto di figure umane, e in parte attraverso la giustapposizione incongruente di oggetti dipinti però in modo realistico, in una maniera che sarà successivamente utilizzata da alcuni *surrealisti.

La dimensione onirica trasmessa dalle opere dei pittori metafisici è però diversa da quella dei surrealisti a causa del loro interesse per la struttura pittorica; le loro opere presentano spesso un senso architettonico di pace che si può ricollegare all’arte rinascimentale italiana.

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Alessandro Dalai
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