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CASIMIRO PORRO, FONDATORE DI FINARTE, SI RACCONTA IN UN LIBRO

CASIMIRO PORRO, FONDATORE DI FINARTE, SI RACCONTA IN UN LIBRO

Presentata alla pinacoteca di Brera l’autobiografia di un grande mercante: Casimiro Porro. Il titolo:” Per le strade dell’arte. Ricordi e riflessioni di un protagonista, tra mercato e istituzioni”.


Il libro – scritto appunto da Casimiro Porro con il contributo diell’ex sindaco Gianpietro Borghini – è uno di quelli che si legge tutto d’un fiato. È autobiografia, ma anche saggio e storia.  Non riporta soltanto i ricordi di un’attività svolta per oltre cinquant’anni nel mercato dell’arte. Intende anche ribadire un’idea di fondo che dovrebbe essere , ma spesso non è, alla base del rapporto tra arte e mercato, tra tutela e gestione dei beni culturali: l’elasticità.

Ed è proprio da Elasticità di Umberto Boccioni del 1912, proveniente dalla collezione Jucker, oggi al Museo del Novecento di Milano, che si parte per ricostruire la vicenda della raccolta dal punto di vista di chi ne ha curato li passaggio dal privato al pubblico.

Ma Elasticità è anche la copertina del libro, scelta come emblema di un atteggiamento laico, libero e aperto nei confronti dell’arte. Lo stesso atteggiamento che Porro ha cercato di portare nel mondo dei beni culturali.

Interessantissima la parte in cui Porro lascia spazio ai ricordi degli anni condivisi – tra gli altri – con  Gianfranco Ferroni, Giovanni Testori, Carlo Volpe, Federico Zeri, Giuliano Briganti e Paolo Volponi.

Il volume, edito da Skira, si conclude con quattro interviste a quattro grandi amici-collezionisti che arricchiscono la riflessione sul mercato dell’arte e sulla passione e i modi del collezionare: Mario Scaglia, Guido Rossi, Giuseppe Iannaccone, Francesco Micheli.

Casimiro Porro

Casimiro Porro

Nato nel 1930 a Valmontone (Roma) arriva presto a Milano con la famiglia. Frequenta il liceo e la bohéme di Brera dove lo si incontra sovente al Bar Jamaica, spesso con gli autori del Realismo Esistenziale. E Milano è narrata nell’autobiografia di Porro come quasi un personaggio, apprezzata per l’apertura culturale, la disponibilità ad accogliere e la presenza di mecenati che destinano le loro collezioni al bene pubblico. Da Poldi Pezzoli a Prada.

Nel 1992, la Milano del Sindaco Borghini decide di acquisire la collezione Jucker, oggi fulcro del Museo del Novecento. Mediatrice la Finarte – la prima casa d’aste italiana – che, nel frattempo, Casimiro Porro aveva fondato con il banchiere Gian Marco Manusardi.

Finarte, per sua filosofia, ha sempre favorito il buon rapporto fra collezionismo privato ed ente pubblico. Come nel caso del monumento del Bombaia a Gaston de Foix, oggi tesoro del Castello Sforzesco o della “Fiumana di Pellizza da Volpedo.

Il libro

Oltre a tutto ciò nel libro si parla anche di prospettive per il mercato dell’arte in Italia, mescolate a notazioni familiari e vivi ritratti sia di grandi critici che collezionisti.

Interessante, da non perdere.

Umberto Boccioni (1882-1916)
Elasticità, post 1912

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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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