CARAVAGGIO – L’ARTISTA DALL’ANIMO IRREQUIETO

CARAVAGGIO – L’ARTISTA DALL’ANIMO IRREQUIETO

Oggi 29 settembre ricorre l’anniversario della nascita di uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi: Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Ma era davvero un artista maledetto? E come lo vedevano i suoi contemporanei? Scopriamolo.

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nacque a Milano il 29 settembre 1571 e morì a Porto Ercole il 18 luglio 1610.

La sua formazione artistica avvenne tra tra Milano e Venezia, ma fu attivo principalmente a Roma, Napoli, Malta e la Sicilia. La sua, sfortunatamente, non fu una vita particolarmente lunga, quindi fu attivo artisticamente solo per poco tempo, fra il 1593 e il 1610.

Fu, indubbiamente, uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi, ma fu solo nel XX secolo ad aver raggiunto una notorietà universale, dopo un periodo di oblio.

La sua arte combina un’analisi dello stato umano, sia fisico, che emotivo, ad un uno scenografico della luce.

mam-e arte CARAVAGGIO - L'ARTISTA DALL'ANIMO IRREQUIETO musici
Caravaggio, I musici, ca. 1595, olio su tela; 92.1 x 118.4 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York, Rogers Fund, 1952

Animo irrequieto

Caravaggio è da sempre ricordato come un uomo dall’animo particolarmente irrequieto.

Considerato un irrisarcibile e un donnaiolo non era sempre ben visto, ma la data cruciale in cui tutto cambiò per Michelangelo Merisi fu il 28 maggio 1606.

In quel fatidico giorno uccise un uomo durante una rissa. Per il reato commesso fu condannato a morte, quindi per salvarsi la vita dovette fuggire dalla capitale.

Il rapporto con le autorità e la società

Se si cercasse di descrivere l’idea di un genio eccentrico e rissoso la vita di Caravaggio descriverebbe bene questo idea. Infatti Merisi si era fatto conoscere, in tutta Europa, proprio per il suo lato attaccabrighe.

Se uno dei maggiori punti di forza della sua arte è il realismo, tanto che quasi esaspera le emozioni, portandole al limite, il fatto che però usasse persone comuni e prostituti nelle sue opere, ha condizionato non poco la sua fama di artista mentre era ancora in vita.

mam-e arte CARAVAGGIO - L'ARTISTA DALL'ANIMO IRREQUIETO morte vergine

Caravaggio – La Morte della Vergine (particolare della Vergine), ca 1604, olio su tela, 369×245 cm, Musée du Louvre, Parigi

Un esempio interessante di realismo e scelta del soggetto riguardante il dipinto: La Morte della Vergine. Infatti l’opera venne rifiutata dal committente perché la Madonna raffigurata era priva di qualsiasi attributo mistico. Anzi si va oltre e al fatto storico si aggiunge la leggenda, poiché si dice, addirittura, che come modella utilizzò una prostituta trovata morta nel Tevere.

Come era visto dai suoi contemporanei

Gli scritti e le critiche sulla sua arte furono innumerevoli, un esempio interessante sono le parole di Karel Van Mander, un pittore e poeta fiammingo. Si occupò della traduzione de le vite de’ più eccellenti pittori (…)” di Vasari e nella versione fiamminga dell’opera aggiunse un libro sui pittori fiamminghi e le loro vite. Inoltre aggiunse commenti e opinioni anche sugli artisti italiani, tra cui anche Caravaggio.

“C’è anche un Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose. [Però] accanto al buon grano c’è l’erbaccia: infatti, egli non si consacra di continuo allo studio, ma quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso per un mese o due, con la spada al fianco e un servo dietro di sé, e gira da un gioco di palla all’altro, sempre pronto ad attaccare briga e ad azzuffarsi, tanto che è raro che lo si possa frequentare. […] Nonostante questo, la sua pittura è fuori discussione.”

Francesca Marini (a cura di), Caravaggio, 1ª ed., introduzione di Renato Guttuso, Rizzoli/Skira, Milano, 2003

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai