Caravaggio e Artemisia
Arte,  Libri

Caravaggio e Artemisia, i due grandi artisti a confronto a Roma

Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta in mostra a Palazzo Barberini

A cura di Maria Cristina TerzaghiCaravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta, arriva in mostra a Palazzo Barberini, tra violenza e seduzione. Un grande evento per celebrare i cinquant’anni dell’acquisizione da parte dello Stato Italiano e i settanta dalla riscoperta della celebre tela di Caravaggio.

Giuditta e Oloferne di Caravaggio

Era il principio del ‘600 quando Michelangelo Merisi, che passerà alla storia come Caravaggio, dipingeva Giuditta che decapita Oloferne.

La tela, eseguita da Caravaggio per il banchiere ligure Ottavio Costa, non fu mai alienata, rimanendo a Roma fino a metà Ottocento, quando passò di proprietà agli avi del Coppi, per poi entrare far parte, nel 1971, del patrimonio delle Gallerie Nazionali di Arte Antica. Gelosissimo dell’opera, il Costa ne proibì la riproduzione, motivo per cui non ne esistono copie seicentesche fedeli, una cosa rara nel catalogo di Caravaggio. Nonostante le cautele del proprietario, la rivoluzionaria composizione ideata dal Merisi riuscì comunque a circolare.

Tra le più famose e acclamate opere del Merisi, grazie alla potenza della rappresentazione e alla forza emanata dai tre protagonisti, la Giuditta venne riscoperta nel 1951 da Pico Cellini, uno dei massimi restauratori del Novecento.

Giuditta decapita Oloferne, Caravaggio

Artemisia Gentileschi, una donna forte e di talento

Artemisia Gentileschi, insieme al padre Orazio, si cimentò più volte con il tema biblico, comprendendone le potenzialità in relazione alla rappresentazione della figura femminile come donna forte, ed exemplum virtutis, ed il tema, grazie al suo lavoro, diventerà un genere richiestissimo nelle corti europee. Nell’opera dell’artista romana Giuditta è fiera, senza paura.

Caravaggio e Artemisia
Giuditta e Oloferne, Artemisia Gentileschi

Caravaggio e Artemisia in confronto a Roma

L’esposizione si sviluppa attorno alla tela caravaggesca “Giuditta che decapita Oloferne“, a 70 anni dalla sua riscoperta e a 50 dall’acquisizione da parte dello Stato. Grazie alla sua capacità di rappresentare nella storia della pittura un punto di rottura proprio per la sua rivoluzionaria composizione, divenuta un modello a cui in tanti si sono ispirati. Sono 31 le tele esposte. Un percorso denso, articolato in 4 sezioni, che racconta le tante interpretazioni del tema di Giuditta tra il XVI e il XVII secolo

Caravaggio e Artemisia
Giuditta decapita oloferne, Finson

Le 4 sezioni tra Caravaggio e Artemisia

Il percorso espositivo si apre con Giuditta al bivio tra Maniera e Natura. Una selezione di opere cinquecentesche che mostrano le prime avvisaglie di una nuova rappresentazione del tema.
La tela Giuditta che decapita Oloferne del Merisi è il fulcro della seconda sezione dedicata a Caravaggio e i suoi primi interpreti e inscena un vero e proprio omicidio mediante decapitazione, costituendo un momento di rottura con la tradizione e trovando un corrispettivo solo nella coeva produzione di rappresentazioni sacre e drammi teatrali.
Ci volle però una donna per calarsi completamente nei panni dell’eroina biblica. La massima interprete del soggetto è stata, senza dubbio, Artemisia Gentileschi, cui è intitolata la terza sezione Artemisia Gentileschi e il teatro di Giuditta. In prestito dal Museo di Capodimonte la sua versione di Giuditta e Oloferne.

La quarta e ultima sezione, Le virtù di Giuditta. Giuditta e Davide, Giuditta e Salomé è dedicata al confronto tra il tema di Giuditta e Oloferne e quello di Davide e Golia, accomunati dalla lettura allegorica della vittoria della virtù, dell’astuzia e della giovinezza sulla forza bruta del tiranno che finisce decapitato. La decapitazione è alla base anche del testo evangelico del martirio di Giovanni Battista, e il tema di Salomé viene spesso confuso nella raffigurazione pittorica con quello di Giuditta.

Come visitare la mostra su Caravaggio e Artemisia

La mostra sarà aperta da venerdì 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022, dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (la biglietteria chiude alle 17.00).

Biglietti:

Solo mostra: intero 7€ – ridotto 2€ (cittadini EU dai 18 ai 25 anni)

Mostra + museo: intero 15€ – ridotto 4€ (cittadini EU dai 18 ai 25 anni)

Biglietto ridotto: 2€ Palazzo Barberini + Galleria Corsini, valido 20 giorni dal momento della timbratura (cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni)

Biglietti online sul sito ufficiale dell’evento.

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