Arte

Buon Compleanno Barbie! 62 anni da Musa di opere d’arte

Buon 62° Compleanno Barbie! Da giocattolo a protagonista di opere d’arte: chi sono gli artisti che l’hanno scelta come musa?

Barbie nelle opere d’arte. Icona pop senza tempo, la fashion doll amata da bambini e adulti in tutto il mondo è stata ponte tra diverse culture e ha segnato passaggi d’epoca importanti.  fino a diventare protagonista di tantissime opere d’arte e mostre. Oggi compie 62 anni e noi siamo ancora qui a celebrarla perché da giocattolo per bambine, Barbie è diventata una vera e propria icona tanto da essere scelta come protagonista di vere opere d’arte.

Come nacque il giocattolo Barbie? Dal Winsconsin a tutto il mondo, da ragazza bruna a bionda glam: ecco com’era e com’è oggi Barbie 

Barbara Millicent Roberts, per gli amici Barbie, è nata il 9 marzo 1959 a Willow, Winsconsin.

Un giorno, mentre vedeva la sua bambina Barbara giocare, Ruth Handler pensò che tra i giocattoli mancasse una bambola dalle fattezze adulte. Così ne parlò con il marito, Eliot Handler, co-fondatore della Mattel. Il signor Handler inizialmente fu scettico, ma poi seppe che in Germania era commercializzata una bambola simile, Lilli Doll. Allora mise la moglie in contatto con un ingegnere della sua azienda, Jack Ryan. Ruth affidò la sua idea alle capaci mani dell’ingegnere e il 9 marzo 1959 Barbie fece il suo debutto sul mercato. Nel primo anno furono vendute circa 350 mila copie.

Barbie

La prima Barbie aveva i capelli neri e la frangetta e indossava un costume da bagno bianco e nero. Ruth voleva che le bambine si identificassero in lei e capissero che per loro non esistevano limiti. Per questo la fece da subito lavorare: divenne simbolo di modernità ed emancipazione, intraprendendo nel corso della sua vita più di 150 carriere.

Con il passare degli anni assunse le sembianze che più ci ricordiamo: quelle di una “ragazza” alta, tonica, dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri. Visto il grandissimo successo, la Mattel le diede una vera e propria biografia e anche una famiglia. Ma mai un marito: solo il fidanzato Ken, da cui si dice si sia separata. La dotò poi di un guardaroba alla moda, di case, di macchine e tantissimi altri accessori.

Così Barbie divenne il prototipo della giovane donna bella, alla moda, ricca e svampita. Sinonimo di quella bellezza perfetta che niente aveva a che fare con l’idea di Ruth.  Ma nel XXI secolo quest’idea di perfezione ha iniziato a perdere appeal. Non importa quanti lavori avesse fatto, Barbie diventa nemica del femminismo perché le bambine di oggi hanno imparato a cercare qualcosa di più: non importa rispecchiare i canoni di bellezza imposti, è più importante avere un cervello e la forza di seguire i propri sogni.

Da giocattolo a icona globale: Barbie si fa inclusiva e diventa iconica rappresentazione della realtà attuale

Un’icona globale, sia da un punto di vista culturale, sociale ma anche antropologico. Nel corso della sua vita Barbie è stata chirurgo, rock star, oro olimpico e manager. Ha creato ponti tra culture diverse ed è stata rappresentazione di momenti storici molto importanti. Alcune volte li ha persino anticipati come quando divenne astronauta e arrivò sulla Luna prima di Amstrong, o come quando si candidò alla Presidenza.

Ma Barbie, oggi, è anche simbolo di inclusività: è di colore, formosa, in sedia a rotelle e queer. Un messaggio di gran valore sociale che ci ricorda di abbattere le barriere, soprattutto quelle mentali.

Il primo grande cambiamento avviene tra il 2015 e il 2016: a partire da quel momento Barbie Fashionistas non presenterà più un’unica silhouette ma avrà sei carnagioni, diciannove colori di occhi e venti acconciature, sarà alta, bassa, skinny e curvy.

Barbie

La Mattel però non si ferma qua e lancia nuove campagne volte a ispirare le bambine di tutto il mondo. Nel 2018 nasce Shero, campagna che vuole esortare le giovanissime a inseguire i propri sogni, anche fossero carriere ‘da uomini’. Barbie assume così le sembianze della pittrice messicana Frida Kahlo, di Amelia Earhart, la prima aviatrice ad attraversare l’Oceano Atlantico, e persino di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

La nuova Barbie inclusiva

Nel 2019 Barbie si fa inclusiva: viene annunciata l’uscita di una bambola in sedia a rotelle e di una con un protesi alla gamba.

Della serie: se prima diventare “perfette come Barbie” era il sogno di molte bambine e ragazzine, ora è Barbie che diventa come loro e le aiuta ad accettarsi.

Barbie opere d'arte

Da icona pop a musa di opere d’arte: il ritratto firmato Andy Warhol, i quadri surrealisti e Barbie – The Icon

È stata vestita dai più grandi stilisti, da Karl Lagerfeld a Moschino. Si è ispirata alle celebrità diventando Marylin Monroe e Audrey Hepburn, poi Kate Middleton che si sposa con il principe William. Ma anche Iris Apfel e pop star come Katy Perry, Nicky Minaj e Beyoncè. Anche un’italiana ha assunto le fattezze di Barbie: l’onore è toccato alla fashion blogger Chiara Ferragni.

A partire dal 2001, è stata lei stessa protagonista di ben 36 film e nel 2021 ne uscirà un altro. Questa volta però Barbie sarà in carne ed ossa: a vestire i suoi panni ci sarà Margot Robbie mentre alla regia Greta Gerwing. Con queste premesse ci si può aspettare una cosa totalmente nuova e forse in grado di scardinare ancora di più i canoni.

Ma a Barbie non bastava essere il giocattolo più venduto, un’icona globale, star di film di successo, e così diventa opera d’arte.

Barbie & Andy Warhol

Il primo a rappresentare la bambola bionda è stato Andy Warhol  quando nel 1986 la Mattel gli commissionò un suo ritratto. Fu l’ultima icona americana ritratta da Warhol prima della sua morte, avvenuta un anno più tardi a New York.

Ispirata dal connubio Pop Art e Barbie, la designer Linda Kyaw ha lanciato successivamente la bambola Andy Warhol. I due condividono l’aspetto (capelli corti e platinati), ma anche gli interessi:  tra i suoi accessori ci sono pennelli, tubetti di colore, macchina fotografica e tavolozza.

Barbie opere d'arte

Barbie e le opere d’arte più famose

Nel 2012 l’artista Dina Goldstein creò una serie di fotografie con protagonisti due modelli truccati esattamente come Barbie e Ken intitolata In the dollhouse. In questo progetto l’artista canadese rappresenta una realtà cruda e crudele, quella di un matrimonio basato sulle apparenze che vacillano tra le mura della casa rosa shocking. Le scene sono ironiche, al limite del grottesco, ma il messaggio che mandano è inequivocabile: attenzione a quello che si desidera, perché non sempre la perfezione è sinonimo di felicità.

Barbie opere d'arte

L’artista francese Jocelyn Grivaud si è invece divertita a trasformare Barbie nella musa ispiratrice delle più importanti opere d’arte, tra fotografie, sculture, moda e ritratti pittorici. La bionda iconica si è ritrovata così ad essere Nefertiti, o la musa di Man Ray, Leonardo da Vinci e Pablo Picasso, oppure nelle campagne pubblicitarie di Coco Chanel. Le opere della Grivaud sono raccolte nel sito Barbiemamuse.

Barbie opere d'arte

Un progetto simile è quello di Catherine Théry, un’artista parigina che nel 2015 ha reinterpretato le opere più famose della storia dell’arte inserendo delle Barbie come protagoniste. Il primo progetto creato in questo modo è Pas celles que vous croyez esposto presso la prestigiosa Teodora Galerie di Parigi, in cui ridisegna i dipinti tradizionali, sostituendo Barbie ai personaggi classici. L’obiettivo dell’artista era quello di portare l’attenzione del pubblico su il tema del ruolo delle donne nella società. Lo stesso tema è ripreso nella mostra “On ira toutes au paradis” (Andremo tutte in paradiso) in cui rende Barbie protagonista di opere surrealiste.

Mentre per la Grivaud era importante rendere omaggio alla bambola iconica, la Thèry voleva mandare un messaggio più duro. Nelle sue opere stravolge infatti i soggetti come per esempio nell’Ultima Cena di Leonardo, qui Happy Meal” in cui sono rappresentate 13 Barbie in topless sedute dietro un tavolo pieno di hamburger.

Barbie opere d'arte

La prima mostra sulla vita di Barbie

Una prima mostra dedicata all’iconica bambola è “Barbie-The Icon’’ organizzata dal Museo delle Culture di Milano nel 2016. L’obiettivo del curatore Massimiliano Cappella era quello di raccontare le grandi trasformazioni, dallo stile alla cultura della società della seconda metà del XX secolo fino ad oggi, di cui Barbie è stata testimone o anche protagonista. Secondo Cappella infatti, Barbie è talmente iconica da rendere unico qualsiasi momento storico. La mostra si è poi spostata a Roma, al Complesso del Vittoriano. 

Sempre nello stesso anno, l’artista Lady Bee ha creato l’opera “Barbie Tumefatta”, presentata a Milano in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. L’opera è stata creata riducendo in frantumi e poi ricomponendo l’immagine di Barbie a simboleggiare le vite spezzate delle donne che soffrono.

 

Buon Compleanno Barbie!

Barbie oggi compie 62 anni solo sulla carta perché tutti sappiamo che per lei il tempo non passa. E grazie agli artisti che l’hanno immortalata nelle loro opere d’arte in passato e che continueranno a farlo in futuro sarà per sempre eterna. Nella convinzione che Barbie continuerà ad ispirare i bambini di tutto il mondo e che saprà rappresentarli al meglio, le auguriamo ancora: Buon Compleanno Barbie!

 

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