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BRAINART: I QUADRI DIPINTI COL PENSIERO

BRAINART: I QUADRI DIPINTI COL PENSIERO

Vi siete mai chiesti come sarebbe la fotografia di un sentimento? Quale sarebbe il colore dei vostri pensieri mentre ascoltate la vostra canzone preferita? Da oggi potete scoprirlo, grazie alla tecnologia BrainArt.

L’arte di Leonardo Da Vinci. Il rapporto aureo. Fino ad arrivare alla fisica dei fluidi newtoniani e non newtoniani utilizzati da Pollock. Non siete ancora convinti che i numeri possano generare arte? Da BrainArt possono convincervi del contrario.

Avete presente la serie già diventata cult Black Mirror? Ecco, alcune tecnologie presenti nella serie, potrebbero ricordarvi Brainart: avanguardistica tecnologia nata da un’idea di cinque giovani intraprendenti Raffaele Salvemini; Stefano Stravato; Luca Talevi; Sara Piras e Marco Renzi.

Ad ogni modo, non c’è niente di tragicamente distopico, nessuna intelligenza artificiale da temere, solo un’esperienza unica nel suo genere da provare.

Non si parla tanto di lettura del pensiero, quanto di leggere i sentimenti provati durante un determinato periodo temporale e rappresentarli sotto forma di quadro.

Come funziona?

La procedura è molto semplice: non dovete fare altro che sedervi, indossare cuffie e sensori, scegliere la vostra canzone preferita e…rilassarvi.

Quando la vostra canzone sarà finita, sullo schermo davanti a voi inizierà a profilarsi quello che il vostro cervello ha elaborato durante l’esperienza. In pratica, avrete i ricordi, i sentimenti, le emozioni legate a quella determinata canzone stampate per sempre su un quadro.

Esperienza di coppia

E non è tutto. L’esperienza è fattibile anche in coppia (siamo pericolosamente vicini a San Valentino) e il risultato è senza dubbio originale. Non siete più solo una coppia e vorreste allargare l’esperienza a tutta la famiglia? Brainart ha pensato anche a questo ed è possibile estendere l’esperienza a tutti i componenti per avere un futuristico blasone famigliare fatto dalle onde cerebrali di tutti i componenti.

Non per niente il range d’età di persone che hanno provato fino ad ora l’esperienza varia moltissimo, dai bambini fino alle persone mature, complice anche il fattore dei prezzi contenuti.

Come è nata Brainart

Siamo partiti dagli studi per la riabilitazione post-ictus. Da lì abbiamo ottenuto dei finanziamenti per sviluppare la nostra startup, Vibre. Inizialmente doveva trattarsi solo di riabilitazione; quindi far visualizzare al paziente affetto da ictus il movimento da compiere in realtà virtuale, questo avrebbe permesso di velocizzare il recupero. Tuttavia, abbiamo subito capito che le possibilità erano altre.

Insomma, un fine nobile, sin dall’inizio, poi ampliato alla sfera artistica:

Mentre lavoravamo con i nostri dati ci siamo chiesti perché non trasformarli in qualcosa di visibile. In un pomeriggio abbiamo creato BrainArt. È stato casuale, abbiamo solo voluto dare una forma ai dati che possedevamo.

Raffaele Salvemini

L’esperienza Brainart è molto forte ed è soprattutto unica. Nell’epoca in cui stiamo progettando i primi viaggi nello spazio, questo tipo di sperimentazione ci avvicina in qualche modo a una spazialità-altra, a vedere cose che fino a qualche tempo fa non riuscivamo nemmeno a immaginare.

Per prenotare la tua esperienza Brainart visita il sito: Esperienza BrainArt

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Arianna Giampietro
Articoli dell'Autore / Arianna Giampietro

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