,

BIENNALE DONNA 2018: A FERRARA KETTY LA ROCCA

BIENNALE DONNA 2018: A FERRARA KETTY LA ROCCA

DAL 14 APRILE AL 3 GIUGNO 2018 AL PAC DI FERRARA VERRA’ PRESENTATA LA BIENNALE DONNA 2018

Anche quest’anno al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara torna la Biennale Donna 2018, che omaggerà per l’occasione una delle protagoniste indiscusse dell’arte degli Anni ’60 e ’70.

Ketty La Rocca (1938-1976), poetessa visita, neoavanguardista e sperimentalista; durante la sua carriera, tristemente stroncata dalla malattia, ha esplorato campi che l’hanno resa celebre anche all’estero.

A cura di Raffaella Perna e Francesca Gallo e grazie all’Archivio Ketty La Rocca di Michelangelo Vasta, figlio dell’artista, si è potuti raccontare un’arte che unisce i linguaggi. Linguaggio del corpo e quello verbale in un unico gesto creativo per comunicare su binari assolutamente paralleli.

Una poetica artistica molto profonda e intimistica se si guardano attentamente le sue opere, perché di quello si tratta: mettere se stessi non solo concettualmente, ma anche fisicamente.

Per l’occasione saranno esposte 50 opere di vario genere dai Collage alle forse più rappresentative Craniologie. Saranno presentate anche opere e materiale inedito in Italia come Verbigerazione (1973), l’audio di Le mie parole, e tu? (1975) e In principio erat verbum.

YOU

La Rocca da La Spezia si trasferisce a Firenze a metà degli Anni ’50 dove, negli anni successivi, entra in contatto con il Gruppo 70, sono gli anni delle “attenzioni distratte”. Sono gli anni dell’abbattimento dei cliché, della donna che lotta per i propri diritti.

Il percorso artistico di Ketty La Rocca è un ricercare se stessi attraverso un viaggio al contrario. Recuperando prima lettere, significati e parole per poi accogliere la gestualità. Mani, “you”, ripetizioni, anche ridondanza, ma tutto con il fine dell’immediatezza.

Perché l’arma di comunicazione artistica per Ketty erano sì le parole e i gesti, ma soprattutto erano il modo ricercato e immediato di dare voce a pensieri, confidenze e dolore. Le opere parlano di lei ma si riferiscono al fruitore; c’è un interscambio sottilissimo tra io e tu (espresso attraverso YOU).

Si può asserire che forse il suo intento di comunicazione verso lo spettatore non voleva produrre l’effetto contemplativo dinanzi alle sue opere. Doveva mandare un messaggio, limpido, chiaro e immediato.

La mostra si arricchisce anche di opere in prestito dal Mart di Rovereto, dalla GNAM di Roma. Dalla Collezione Palli, dalla Collezione Frittelli, dalle Teche Rai e dalla Quadriennale d’Arte di Roma.

Il titolo dell’evento è Ketty La Rocca 80. Gesture, speech and word, reso possibile grazie al Comitato Biennale Donna dell’UDI. Di cui fanno parte Lola Bonora, Silvia Cirelli, Catalina Golban, Anna Quarzi, Ansalda Siroli, Dida Spano, Liviana Zagagnon.

PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara: come arrivare

 

 

 

 

 

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai