Realismo magico
Arte

Apre le porte la mostra sul “Realismo Magico” a Palazzo Reale

La mostra “Realismo magico: uno stile italiano” torna a Milano dopo 30 anni

Da domani e fino al 27 febbraio prossimo  la mostra “Realismo Magico”  a Palazzo Reale è dedicata ai magici anni che vanno dal 1920 al 1935. Anni in cui questo movimento si manifestò e si impose con una scelta ben definita. Una corrente artistica che, nonostante il suo nome, non ha nulla a che vedere con la magia come fuga ed evasione dalla realtà.

Palazzo Reale ci ha abituato da anni a godere di mostre eccezionali e di alto valore e contenuti. Realismo magico rientra fra queste per almeno tre motivi; il periodo particolare fra le due grandi guerre preso in considerazione, la potenza e la particolarità dei dipinti e degli artisti in mostra e l’ottima curatela della storica dell’arte Gabriella Belli e del docente di Storia dell’Arte dell’Università di Torino Valerio Terraroli.

 

Apre le porte la mostra sul "Realismo Magico" a Palazzo Reale

 

Il movimento

Il Realismo Magico è stato un momento molto rilevante nella storia della pittura italiana che si colloca in quel particolare periodo di instabilità, di inquietudine e di tensione sociale a cavallo fra le due guerre mondiali. Clima che viene espresso da opere di artisti di straordinaria importanza quali Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Gino Severini.

La forza artistica del Realismo Magico è data dalla sua autentica e chiara rappresentazione dei soggetti raffigurati, e  proprio per questo si è imposto nel mondo dell’arte come un vero e proprio movimento che, è vero, attinge,  dal passato ma che soprattutto elabora una sua nuova atmosfera misteriosa, a tratti metafisica, surreale , dove l’apparenza cela significati e simboli nascosti.

 

Apre le porte la mostra sul "Realismo Magico" a Palazzo Reale

 

La mostra “Realismo magico: uno stile italiano” a Palazzo Reale

Lo stile è evidente, chiarissimo. Con il tema del colore, del disegno e della linea che torna ad essere prepotentemente protagonista. Una pittura che sembrerebbe tornare all’antico, attenta al dettaglio al parossismo. La costruzione del quadro è solo apparentemente di dettaglio ma, qui, tutto è anticlassico.

Sospensione temporale, fissità, mancanza di dinamismo.  Nei dipinti di Cagnaccio di San Pietro (acerrimo nemico del fascismo) e in un certo modo anche in Casorati, ritroviamo quasi un’aggressività come nel quadro acido del primo “Il randagio” non in mostra qui.

 

Apre le porte la mostra sul "Realismo Magico" a Palazzo Reale

 

La magia  va ricercata ed inseguita in quella surreale sospensione trasmessa perfettamente dalle opere  dove è possibile percepire un’aderenza alla realtà precisa, forte, lucida e potente come nel caso del capolavoro Dopo l’orgia di Cagnaccio

Tutto questo e molto altro potete trovare in questa bellissima e potente mostra  che vede esposti più di ottanta capolavori provenienti da importanti collezioni e da musei.

Durante la conferenza stampa di questa mattina il nuovo Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi ha dichiarato:

“L’esposizione è il frutto di un progetto condiviso con partner privati.  Ed al tempo stesso, il risultato di un lungo periodo di studio e di lavoro per riunire a Palazzo Reale i capolavori più importanti e le opere più significative del Realismo Magico. Da Casorati a Carrà, da Sironi a Funi, da Oppi a Martini, il pubblico potrà tornare al clima effervescente di quegli anni. Spaziando in un percorso selezionato da prestigiosissimi curatori, quali sono Gabriella Belli e Valerio Terraroli, allestito a cura di Mario Bellini”.

 

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