Arte: 57° Biennale d'Arte di Venezia chiusura e retroscena
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57° BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA: CHIUSURA E RETROSCENA

CHIUDE I BATTENTI LA 57° BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA SCOPRIAMO INSIEME I BILANCI E I RETROSCENA.

Lo scorso maggio si è inaugurata la 57° Biennale d’Arte di Venezia, la manifestazione d’arte tra le più importanti al mondo.

Con la chiusura Christine Macel, Direttrice dell’edizione 2017, già curatrice del Padiglione Francese nel 2013 e curatrice capo del Centre Pompidou di Parigi. Insieme al Presidente Paolo Baratta hanno incontrato i giornalisti in conferenza stampa per “tirare le somme”.

La 57° Biennale d’Arte di Venezia ha aperto le sue porte il 13 maggio confermando il suo successo e i suoi numeri. 615 mila visitatori, totalizzando il 23% in più di presenze rispetto al 2015.

L’incipit per quest’anno da parte della Curatrice e del Direttore erano quelle di portare avanti un unicum che ruotasse intorno alla triade fruitore, arte e artista.

La base da cui si è partiti quest’anno, come degli altri anni del resto, è l’apparato creativo; senza pensare alle statistiche, ai numeri e alla pubblicità.

Un insieme di scelte oculate sempre migliore, sempre più protese al futuro, permettendo al pubblico di avvicinarsi con stupore e curiosità all’arte contemporanea.

Nove settimane di fila con un numero di pubblico superiore alle 23 mila presenze, con un pubblico under 26 pari al 31%, incentivati anche dal programma Educational che ha coinvolto 35 mila studenti.

VIVA ARTE VIVA, titolo che è divenuto “profezia”. La manifestazione che come ogni 2 anni per l’arte coinvolge i Giardini della Biennale e all’Arsenale e il centro storico di Venezia. Con la partecipazione quest’anno di 120 artisti, 103 per la prima volta, 86 Partecipazioni Nazionali e 23 Eventi collaterali.

Si è sviluppata intorno a 9 gruppi artistici, 2 nel Padiglione Centrale e gli altri 7 dall’Arsenale al Giardino delle Vergini.

Dichiarazioni di Christine Macel

«Una Mostra ispirata all’umanesimo, un umanesimo nel quale l’atto artistico è a un tempo atto di resistenza, di liberazione e di generosità».

«L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umanità, in un momento in cui l’umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali. L’arte è l’ultimo baluardo, un giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici e rappresenta anche un’alternativa all’individualismo e all’indifferenza».

«Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’insieme dei dibattiti contemporanei. È grazie alle individualità che si disegna il mondo di domani, un mondo dai contorni incerti, di cui gli artisti meglio degli altri intuiscono la direzione».

«Viva Arte Viva è così un’esclamazione, un’espressione della passione per l’arte e per la figura dell’artista. Viva Arte Viva è una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti».

I Giardini della Biennale di Venezia: come arrivare

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