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BABY BOSS: IL PICCOLO TRUMP DELLA DREAMWORKS

BABY BOSS: IL PICCOLO TRUMP DELLA DREAMWORKS

Più furbo di Stewie de ‘I Griffin’, più divertente del Baby Hermann de ‘Chi ha incastrato Roger Rabbit’: ecco Baby Boss, il neonato dalla doppia vita della Dreamworks, una commedia per grandi e piccoli. Nelle sale anche ‘Famiglia all’improvviso’ con Omar Sy e il drammatico ‘Boston-Caccia all’uomo’. Leggi le recensioni dei film del weekend e tutte le altre presenti nel Dizionario del Cinema di Mam-e

BABY BOSS: Alec Baldwin ormai è identificato come l’emulatore ufficiale di Donald Trump grazie alle sue parodie al Saturday Night Live, ora è anche la voce del piccolo Baby Boss, l’ultimo eroe animato della Dreamworks, una sorta di piccolo imprenditore in sedicesimo che a sette anni, nei momenti in cui non è visto dai genitori,  si veste in giacca e cravatta, porta con sé una valigetta 24ore e rivelerà essere addirittura una spia…

Una sorta di Superman ad altezza di ‘Pollicino’, Baby Boss è una sorta di perfetta realizzazione della Buona Scuola renziana (essere così ben attrezzati per il mondo del lavoro sin da neonati sarebbe il sogno di quel progetto educativo), ma, al di là delle ironie, ‘Baby Boss’ è un film d’animazione davvero insolito, che sembra avvicinarsi quasi esclusivamente al mondo degli adulti, o a bambini molto svegli (che oggi, purtroppo, sono moltissimi). Se la trama è intricatissima per lo standard medio dei cartoon Dreamworks, le occasioni per ridere non mancano, e l’ammirazione per chi ha scritto il plot ne è diretta conseguenza.

FAMIGLIA ALL’IMPROVVISO ISTRUZIONI NON INCLUSE: Presentato, come era ovvio, come una sorta di film creato sul rilievo dello strepitoso Quasi Amici, ‘Famiglia all’improvviso’ è una commedia che volge verso il drammatico e il patetico, con un Omar Sy inedito e sensibile. La messa in scena di Hugo Gélin è minuziosa e attenta al dettaglio e porta lo spettatore nella profondità delle vicende narrate e racconta la storia originale di quello che può significare essere giovani padri (a sorpresa) in una grande città dell’Occidente contemporaneo.

BOSTON-CACCIA ALL’UOMO: Tutto nasce dalla vicenda di cronaca delle bombe esplose nel corso della maratona di Boston del 2013, e segue le vicende di un poliziotto, Tommy Saunders, che farà degnamente la sua parte per rendere meno traumatico l’evento. Un buon film, fiaccato sul nascere dalla solita retorica patriottica del servitore della patria a stelle e strisce: la fortuna è che gli Stati Uniti non possono propinarci storielle e sit com edificanti su preticelli in bicicletta o carabinieri, come purtroppo accade senza soluzione di continuità qui in Italia.

LE COSE CHE VERRANNO-L’AVENIR: Isabelle Huppert è una delle più grandi e apprezzate attrici del momento. Riportata sulla cresta dell’onda da Haneke nel perverso ‘La pianista‘, è tornata sulla scena recentemente nel drammatico ‘Elle’ e con questo film drammatico, in cui interpreta il ruolo di una professoressa la cui vita ordinaria viene stravolta da separazioni e addii. Troverà conforto tra le braccia e le idee di un suo ex alunno. Il ruolo perfetto per la Huppert, intellettuale e sensuale assieme, in un film che viaggia rapido

THE BYE BYE MAN: Un gruppo di ragazzi va in vacanza in una villetta fuori città, evocherà uno spirito, il Bye Bye Man. Un tentativo di riportare in auge l’horror anni ottanta miseramente fallito, ed un percorso senza speranza all’insegna del rispetto di ogni fiacco luogo comune del genere.

Boris Stoinich
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