LE UNIFORMI ALITALIA: DALLE SORELLE FONTANA AD ALBERTA FERRETTI

LE UNIFORMI ALITALIA: DALLE SORELLE FONTANA AD ALBERTA FERRETTI

Alitalia ha appena annunciato l’incarico ad Alberta Ferretti per il rifacimento delle divise in dotazione agli stewart e hostess di volo.

Le tanto odiate divise Alitalia firmate da Bilotta saranno finalmente sostituite con modelli firmati dalla nota stilista italiana.

Ripercorriamo la storia delle uniformi Alitalia.

Le prime a disegnare le uniformi della flotta italiana furono le Sorelle Fontana nel 1950.

Il completo in dotazione alle hostess era composto da una giacca tre bottoni dalla linea aderentissima e una pencil skirt dalla lunghezza midi.

Completava il look, una piccola veletta.

Alitalia
Divisa Sorelle Fontana. 1950

La compostezza delle Sorelle Fontana fu adottata anche da Delia Biagiotti dieci anni dopo.

Nel 1960, infatti, Delia Soldaini Biagiotti – madre di Laura Biagiotti – creò per Alitalia un look certamente più comodo ma allo stesso tempo austero.

La foggia dei capi si amplia permettendo maggior movimento alle assistenti di volo.

La giacca mantiene il classico tre bottoni ma la sua silhouette si alleggerisce. Anche la gonna diventa più funzionale.

Tita Rossi, nel 1966 progetta un’uniforme più glamour.

La giacca doppiopetto con scollo arrotondato lascia visibilità alla camicia bianca.

Rispecchia la moda del tempo con la gonna che si accorcia leggermente. L’handbag in pelle, completa un outfit curato.

Ma è con Mila Schön che Alitalia può forgiarsi di una divisa d’Alta Moda.

La superba interpretazione dell’immagine della compagnia aerea, concepisce una divisa severa ma femminile.

Il logo fu ridisegnato e si tinse di tonalità verde e rosso.

La gonna si accorcia ulteriormente fermandosi sopra il ginocchio. La giacca uniforme è chiusa da cinque bottoni e, cuciture verticali e orizzontali, delineano il profilo del capo.

Introduce, inoltre, la mantella e cura in modo maniacale gli accessori.

Le hostess calzano i cuissard e completano il look con una cloche.

Mila Schön viene riconfermata anche 1972.

Reinventa l’uniforme con una giacca rosa shocking e una wrap skirt. Il foulard, inoltre, spodesta il classico cappello.

La divisa, però, sarà sostituita l’anno successivo e il progetto fu affidato ad Alberto Fabiani.

Lo stilista romano – abile nell’adoperare tessuti double face – creò un look austero, declinandolo nelle tonalità calde del giallo.

La gonna a piega fu abbinata ad una serious jacket. Il logo Alitalia fu riportato sulla maxi fibbia della cintura.

Tre anni dopo, Florence Mazzotto fu chiamato a rinfrescare l’immagine degli assistenti di volo.

Il completo, composto da giacca a scollo a V e gonne a piegoline, era accessoriato da una borsa a mano. Per la prima volta non fu adottato un cappello.

Florence Mazzotto fu riconfermato nel 1980 reinventando, però, uno stile anonimo.

Renato Balestra, nel 1986, introduce il gessato.

La gonna mantiene le pieghe seguendo il mood dei suoi predecessori ma a questa abbina una camicia con dettagli che ricordano l’uniforme dei piloti d’aviazione.

Il 1991, invece, è la volta di Giorgio Armani.

Il re indiscusso della moda crea un’uniforme rigorosa. La giacca doppiopetto è ingentilita da un fazzoletto nel taschino.

Un pullover ton sur ton acutizza la severità del look.

Successivamente, nel 1998, Alitalia si affida a Mondrian.

Foulard che cinge il collo, giacca con spalle squadrate, guanti di pelle: la divisa di Mondrian è destinata a durare per ben diciotto anni.

La discussa uniforme Ettore Bilotta non è mai stata apprezzata dalle hostess.

La linea d’ispirazione retrò e il tessuto chevron sono stati contestati in più occasioni.

Le calze verdi, inoltre, sono state considerate peggiori rispetto ai collant color carne indossati nottetempo.

Il rapporto qualità /prezzo decantato dallo stilista indipendente ha costretto i vertici di Alitalia al riassortimento delle divise, ormai logore.

Con la chiamata di Alberta Ferretti, la compagnia di bandiera spera di arginare il malcontento del personale operativo.

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Stefania Carpentieri
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