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RICK OWENS, ALLA TRIENNALE DI MILANO

RICK OWENS,  ALLA TRIENNALE DI MILANO

La Triennale di Milano dedica allo stilista Rick Owens una mostra dal titolo “Subhuman inhuman superhuman”

Dal 15 dicembre 2017 al 25 marzo 2018, la Triennale di Milano omaggia Rick Owens con una retrospettiva che ripercorre l’evoluzione stilistica del designer.

L’esposizione si apre con una ricca e dettagliata selezione di pezzi provenienti dall’archivio dell’omonima maison.

Nelle teche e sui piedistalli, inoltre, sono stati posizionati oggetti d’arredo e opere grafiche a lui attribuite.

La storia del designer statunitense inizia nel 2002 quando, per la prima volta a New York, presenta la sua prima collezione.

I capi proposti in passerella erano propiziatori di una carriera florida di una creatività primitiva e organicamente destrutturata.

Da molti indicato come erede di Issey Miyake, Rei Kawakubo e Yoji Yamamoto, Owens ha dalla sua parte una creatività brillante, sicuramente forgiata da studi sulle forme, volti a deformare il capo da realizzare.

 

Rick Owens
Lo stilista statunitense Rick Owens

La visione artistica di Rick potrebbe essere definita primordiale, grezza, incerta.

Le sue sfilate, infatti, non sono mere spettacoli di moda ma delle vere e proprie rappresentazioni scenografiche.

Non è passata inosservata, dopotutto, l’ultima sfilata primavera/estate 2018 dove, al Palais de Tokyo, lo stilista ha dato sfoggio del suo estremo approccio alla moda.

La sua forza espressiva si sviluppa utilizzando stratificazioni strategiche.

Chiude i corpi attraverso imbragature e imbottiture over che, a taluni, appare come una forzatura estetica.

La geometria, gli origami e la tridimensionalità diventano il manifesto di ogni suo progetto creativo.

Il Salomè di Richard Strauss, inoltre, pizzica le sue corde creative tanto da ispirarlo nelle sue collezioni.

La vita e la morte, la correlazione dei contrasti, sono una costante nella sua verve artistica.

Una combinazione di ispirazioni che hanno come unico mentore l’artifizio e che gli hanno permesso di ottenere prestigiosi riconoscimenti come il CFDA Perry Ellis Emerging Talent Award (2002), il Cooper-Hewitt National Design Award (2007) e ilFashion Group International Rule Breaker Award (2007).

La prima retrospettiva dedicata al designer è stata curata da Eleonora Fiorani, curatrice del settore moda della Triennale.

La Triennale di Milano, come arrivare

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Stefania Carpentieri
Meet the author / Stefania Carpentieri

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