OMAGGIO AL GRANDE SALVATORE FERRAGAMO

OMAGGIO AL GRANDE SALVATORE FERRAGAMO

Il re delle scarpe, Salvatore Ferragamo, era nato il 5 giugno del 1898

Di Salvatore Ferragamo si è detto tutto ma è doveroso, a centovent’anni dalla sua nascita, ricordare le sue imprese, i suoi traguardi, l’eleganza del suo aspetto.

Ferragamo era l’undicesimo di quattordici figli. La sua era una famiglia umile, dedita al lavoro e ai sacrifici.

Bonito – questa è la città che dà i suoi natali – era un piccolo centro situato a cento chilometri da Napoli. Qui, la vita non è poi così semplice.

Mame Moda Omaggio al grande Salvatore Ferragamo. Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo nutriva la passione per le scarpe dalla gioventù

Quando riferì ai suoi genitori le sue intenzioni di diventare un calzolaio, loro non furono certamente contenti della scelta del figlio.

Quel mestiere, infatti, era modesto e poco fruttuoso.

Ma Salvatore, già all’età di nove anni, realizzò il suo primo paio di scarpe in cartone bianco che dona, con il cuore, alla sorella per la sua Prima Comunione.

Deciso a inseguire il grande sogno, all’età di undici anni lavora nella bottega di Luigi Festa a Bonito e a tredici ha un’impresa tutta sua con cinque lavoratori al suo servizio.

La Stampalia.

Sulla panchina del porto di Napoli il comandante del transatlantico salpa l’ancora in direzione Stati Uniti.

Sulla Stampalia, tanti uomini e donne, tanti sogni da realizzare.

Tra loro, anche Salvatore Ferragamo e i fratelli Girolamo, Alfonsino e Secondino.

Dopo settimane di navigazione, il transoceanico approda a Ellis Island, di fronte alla statua della Libertà. Centinaia e migliaia di persone vengono censite, schedate, affidate ai controlli sanitari.

Tra loro c’erano anche i Ferragamo.

I fratelli maggiori si stabiliscono a Santa Barbara mentre lui va a lavorare nella Queen Quality Shoes Company grazie al cognato Joseph Covelli.

Scarpe pesanti, goffe, tozze, con la punta a patata e il tacco di piombo”, scrive Salvatore nella sua autobiografia “Il calzolaio dei sogni“.

Sa bene che la California gli può offrire tanto e quindi abbandona un porto sicuro con il rischio di ritornare in Italia da vinto.

Non le resta, così, che osare, tentare di conquistare Hollywood.

Il ciabattaio delle dive” si propose all’industria cinematografica americana con umiltà e garbo.

Debutta con un paio di stivali in pelle destinati al genere Western: “Il West sarebbe stato conquistato prima, se ci fossero stati questi stivali”, commenta il regista Cecil B. De Mille.

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La consacrazione di un mito.

Il suo futuro è stato scritto da Hollywood, dalle sue dive.

La divina Jean Harlow calza i suoi sandali in pelle color  pallida lavanda e Gloria Swanson calza scarpe con tacchi a turacciolo.

E ancora, per Lilian Gish realizza mocassini in raso multicolore e per Rodolfo Valentino e Douglas Fairbanks, mocassini in pelle.

Da Beverly Hills a Santa Monica fino a New York e Washington: il Made in Italy firmato Salvatore Ferragamo fa impazzire tutti.

Le sue calzature non solo solo glamour ma anche estremamente comode visto lo studio sull’anatomia del piede che il calzolaio campano ha affrontato.

Il sistema delle lamine d’acciaio da inserire nella suola è stato un Brevetto gelosamente custodito dal sarto della scarpa.

Le sue calzature sono puro lusso per i ricchi. Cristalli e piume, ricami e pelle di canguro, pesce, leopardo marino e antilope: l’estro di Ferragamo non ha limiti.

Il rientro in Italia.

La brama di trasferire il suo impero nella sua patria è più forte dal rimanere in America.

Negli anni ’20 Firenze l’accoglie come trionfatore. Nel 1927, infatti, fonda la prima bottega fiorentina con sessanta operai. La crisi sopraggiunta, però, lo costringe al fallimento nel 1929.

Salvatore però non si perde d’animo e continua a realizzare calzature per le donne borghesi d’Italia.

Maria José del Belgio, nel 1930, indossa un paio di sandali in raso bianco durante la celebrazione del suo matrimonio con l’erede al trono, il principe Umberto di Savoia.

Anche Benito Mussolini, sofferente di calli e duroni al piede, si affida al calzolaio per la confezione di stivali che ha indossato in più occasioni.

Il suo successo, però, viene consacrato con i sandali da sera con suola in carta trasparente, da zeppe con tacco in sughero e scarpe ortopediche.

Le sue clienti sono le stesse che vestono Chanel e Schaparelli.

Nel 1938 acquista a rate Palazzo Feroni – tutt’ora sede della società – e, due anni dopo, sposa Wanda Miletti, una giovane ragazza di Bonito che diverrà madre dei suoi sei figli: Fiamma -scomparsa nel 1968 -, Ferruccio, Giovanna, Fulvia – scomparsa il 26 aprile 2018 -, Leonardo e Massimo.

Salvatore Ferragamo è morto il 7 agosto del 1960 lasciandoci un patrimonio calzaturiero di gran prestigio.

Tutte le donne devono al “calzolaio dei sogni” profonda gratitudine: da Greta Garbo a Sophia Loren ad Anna Magnani, tutte hanno indossato la sua punta francese, il sandalo alla romana, quello invisibile in nylon, il tacco scolpito e il modello a conchiglia.

Ancora tanti auguri, Salvatore.

 

 

 

Stefania Carpentieri
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