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#METOO FASHION SHOW: L’EVENTO DI NEW YORK

#METOO FASHION SHOW: L’EVENTO DI NEW YORK

L’affaire Weinstein è stato portato in scena dal #MeToo Fashion Show grazie a Myriam Chalek

Il #MeToo Fashion Show, evento attesissimo durante la New York Fashion Week, non ha deluso le sue aspettative.

Cresce il numero delle sostenitrici di questa campagna lanciata sui social dall’attrice Alyssa Milano.

#MeToo Fashion Show
Cheyenne Jacobs sfila con il suo “carnefice” travestito da maiale

Il caso Harvey Weinstein, che non ha risparmiato nemmeno la moda tirando in ballo i fotografi Bruce Weber e Mario Testino e obbligando in ritirata il marchio Marchesa dal calendario ufficiale della moda, è stato portato in scena con una “parata animalista”.

La passerella, infatti, è stata calcata anche da modelli mascherati con volti di maiale per enfatizzare l’argomento del #MeToo Fashion Show.

È Cheyenne Jacobs a esibirsi per prima in un monologo intenso dove le parole giungono prepotenti nel front row.

Nel suo abito bianco, candido quanto orribilmente sporcato dalle violenze subite, dichiara di essere una sopravvissuta degli abusi sessuali essendo stara aggredita sessualmente sia al liceo sia al college.

In passerella sfilano donne di diversa estrazione sociale. Interpretano se stesse, con espressioni serie e talvolta sorridenti.

Tra queste c’era anche Alicia Kozakiewicz, 29 anni, rapita nel 2002 a Pittsburgh, in Pennsylvania, da un uomo che l’aveva adescata su internet.

La sua disavventura, uno dei primi casi di rapimento del genere, fece il giro del mondo.

#MeToo Fashion Show
Alicia Kozakiewicz è stata rapita e violentata nel 2002

Nel suo cappuccio di pelle nera, ha dichiarato: “Il movimento #MeToo non riguarda l’odio dell’uomo; non si tratta di combattere la violenza con la violenza. È, tuttavia, dare la possibilità a donne e ragazze di vivere in un mondo libero dalla paura, in modo che possano essere al sicuro da aggressioni e molestie sessuali.

Come abbiamo reso noto in un precedente articolo, anche la moda è stata colpita dagli scandali degli abusi.

Dopo le denunce di alcuni modelli sulle presunte avances  di Mario Testino e Bruce Weber, la società Condé Nast ha ritenuto opportuno allontanare i due fotografi dalla loro redazione.

Come ha tenuto a sottolineare Myriam Chalek, creative director di American Wardrobe: “Non penso che questa sfilata cambierà le cose da un giorno all’altro, ma può essere un ulteriore passo avanti, credo di aver fatto la mia parte.”

 

Stefania Carpentieri
Meet the author / Stefania Carpentieri

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