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ALTAROMA: INTERVISTA A MARIANNA CIMINI

ALTAROMA: INTERVISTA A MARIANNA CIMINI

Marianna Cimini: moda e arte si fondono dando vita ad una visione unica

Marianna Cimini è una fashion designer campana, generosa nei confronti del suo mestiere.

Si trasferisce a Milano per frequentare l’Istituto Marangoni e la sua attitudine verso la moda è stata subito apprezzata da diversi brand affermati come Max Mara – dove disegna per più di tre anni la linea S’ Maxmara-  e Tod’s dove è resposanbile di una limited edition per Fay Donna.

Nel 2012 lancia il suo omonimo brand Marianna Cimini.

Per la sua donna disegna un’immagine contemporanea ma non priva di raffinatezza.

Le sue collezioni, infatti, si compongono di estrema linearità che talvolta viene stravolta da sovrapposizioni e volumetrie over.

Marianna Cimini vanta una carriera ricca di riconoscimenti.

Tra i suoi successi, la vittoria al Premio Moda Italia sponsorizzato dal CNA e una menzione speciale del concorso Next Generation organizzato dal CNMI.

È stata, inoltre, finalista al concorso Muuse per Vogue Talents for The Young Vision Awards.

Nel 2014, in occasione della decima edizione di Who is on Next? – concorso indetto da Vogue Italia e AltaRoma – sfila per la prima volta a Roma.

Nel settembre dello stesso anno è stata inclusa da Vogue Talents  tra i 200 designer emergenti.

Marianna Cimini
La collezione autunno/inverno 2018-19 si ispira a un dipinto di Monet

 

Domanda:La collezione autunno/inverno 2018-19 si ispira a “La femme à l’ombrelle” di Claude Monet: quali elementi, del dipinto, possiamo trovare nel progetto appena presentato ad Altaroma?

RispostaIl dipinto di Monet mi ha sempre affascinata per i suoi forti contrasti.

Sembra diviso in due piani sia nella composizione che nella palette di colori: uno è romanticamente evanescente ma leggibile nella figura femminile – nel bianco del suo abito e nei blu del cielo – l’altro è più  cupo  e scomposto, teso ad afferrare  l’incognito della modernità attraverso la pennellata nervosa  del prato scosso dal vento.  

Ci sono due anime simili ma opposte che si fondono per ricrearne una nuova ma diversa che ho voluto interpretare con un’idea di Nuovo Romanticismo.

Con questa collezione ho cercato di esprimere l’energia  che vi è in questa sorta di genesi e che, osservando il quadro, lo sguardo percepisce con forza.

I look presentati in sfilata, senza seguire equilibri cromatici, hanno assecondato proprio questa sorta di “caos” di opposti  che  vi è durante ogni atto generativo, così come le scelte musicali che li hanno accompagnati: “ Non sono romantica” è uno dei versi di “Italove”, ma in fondo ci dice -Lo sono, ma in un modo nuovo-. Anche le silhouettes sono mirate a ricreare questi contrasti e le loro contraddizioni, sovrapponendo capi spalla dal taglio maschile alle linee più romanticamente morbide degli abiti lunghi e mini, generando nuovi volumi.  

Vi sono poi i tessuti tecnici  come  il nylon, l’eco-pelliccia e l’eco- pelle abbinati alle sete, i colori decisi illuminati dalle paillettes e i colori più delicati come il verde salvia a fare da sfondo alle  macro-stampe  floreali o l’azzurro tenue della maglieria acceso dal lurex.   

È una sorta di gioco del rovescio, un po’ come “ La femme à l’ombrelle”: uno dei dipinti più rappresentativi dell’Impressionismo, ma già così vivido dell’imminente modernità. 

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Domanda: Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso questo nuovo progetto creativo?

Risposta: Ad un certo punto la secolare storia della moda femminile ha subito una vera rivoluzione. Sono caduti i  rigidi canoni e alla donna è stata data la libertà di poter esprimere la propria personalità senza costrizioni o schemi rigorosi.

La donna ha acquisito una maggiore consapevolezza del proprio corpo e la facoltà di decidere come tradurla attraverso le proprie scelte stilistiche.

Io credo, dunque, che oggi ciò che uno stilista può trasmettere con una collezione, più che un vero messaggio, sia la propria  personale interpretazione di questa nuova donna  più emancipata e più a suo agio con se stessa in qualsiasi contesto e a qualsiasi età.

Ogni proposta è un canovaccio con cui ogni donna è libera di scrivere la propria storia.  La mia collezione, così come le altre che l’hanno preceduta,  è tesa ad interpretare una donna decisa e dinamica  ma che non rinuncia né  alla sua femminilità nel sua accezione più romantica ma non  necessariamente sdolcinata,  né  alla sua intima fragilità che non è da intendersi come sinonimo di debolezza. Se proprio dovessi tradurre in un messaggio  ciò che perseguo con questa mia visione direi che è quello di mostrare con fierezza ogni più piccola sfaccettatura del proprio essere donna, senza condizionamenti.

 

Domanda: La linea connota un piacevole romanticismo che si contrappone, talvolta, alla linea altamente contemporanea dei capi: chi è la vera destinataria di questa collezione?

Risposta: Di sicuro mi rivolgo ad una donna che vive appieno la sua contemporaneità, capace di sfruttare l’insita abilità creativa – propriamente  femminile- per affrontare le sfide e i ritmi che i tempi moderni impongono.

Ogni capo è inteso per essere indossato in qualsiasi occasione  o momento della giornata.

Un semplice completo pantalone dal taglio maschile  può trasformarsi, con l’aggiunta di un accessorio come un collo in maglia, in una raffinata mise glamour per una cena improvvisa.

Gli abiti in seta ma dalla linee sportive si prestano a soddisfare ogni esigenza semplicemente giocando sugli accessori o sui gioielli.

La mia è una donna che non arretra davanti all’imprevisto, è fantasiosa e ironica questo le consente di essere impeccabile e a proprio agio sempre.

 

Domanda: Archiviata l’esperienza di Altaroma, hai progetti futuri da svelare a Mam-e.it?

Risposta: In verità sto ancora godendomi l’emozione provata in occasione della sfilata. Mi piacerebbe proseguire l’esperienza come tutor  iniziata quest’anno al Politecnico  di Milano che mi ha entusiasmata, e  c’è anche qualche progetto in cantiere, ma da campana doc per scaramanzia preferisco non rivelarlo.

 

 

Stefania Carpentieri
Meet the author / Stefania Carpentieri

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