GOOGLE ART AND CULTURE VESTE (ANCHE) LA MODA

GOOGLE ART AND CULTURE VESTE (ANCHE) LA MODA

Google Art and Culture non ha più limiti: la App dell’azienda di Mountain View ci conduce anche dentro lo sfavillante mondo della moda e della sua storia

 

Il corsetto “boucher” di Vivienne Westwood al Victoria & Albert Museum di Londra, il Little Back Dress di  Coco Chanel al Le Musée des Arts décoratifs di Parigi e la gonna e il maglione in maglia di Comme de Garçon al Kyoto Costume Institute: sono capi che non hanno più segreti. Il merito è (ancora una volta) di Google che con la sua App Google Art and Culture porta lo spettatore alla scoperta di alcuni oggetti che hanno fatto la storia della moda.

 

Moda: Google Art and Culture veste (anche) la moda
Il corsetto “boucher” di Vivienne Westwood al Victoria & Albert Museum di Londra

L’azienda statunitense di Mountain View dopo essere entrata dentro le maggiori istituzioni museali e aver “frugato” nei più grandi archivi d’arte, come in quello del Metropolitan Museum of Modern Art di New York, decide di indossare la moda. Come? Ha caricato dei video a 360 gradi le cui inquadrature vanno a coprire ogni minimo dettaglio. Ma non solo. Perché lo spettatore è invitato a mettersi le cuffie per farsi raccontare la storia di questi splendidi (e desiderati) capi.

 

Moda: Google Art and Culture veste (anche) la moda
Il Little Back Dress di  Coco Chanel al Le Musée des Arts décoratifs di Parigi

Per esempio: cosa si nasconde dietro lo stiletto di “Marylin Monroe” di  Salvatore Ferragamo dell’omonimo museo a Firenze? Dell’ingegneria. Il tacco sottilissimo che si rifà a un pugnale sottile è pensato per reggere il corpo proprio come le fondamenta di un palazzo. Fra i pionieri di questa invenzione negli anni ’50 fu proprio lo stilista italiano simbolo della storia della moda del nostro paese. Una volta in America studiò ingegneria e anatomia prima di aprire un negozio il Hollywood Boot Shop. Fu in questi anni che disegnò quello stiletto alto 10 centimetri che la Monroe indossò nel 1956 nel film “Fermata d’autobus”. Fu così che lo stiletto divenne un simbolo del femminile.

Questa è solo una delle tante storie perché per la Google Art & Culture il sapere è di tutti e passa dal web.

 

 

Sara Cervo
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