BUON COMPLEANNO A VALENTINO: IL RE DELLA MODA

BUON COMPLEANNO A VALENTINO: IL RE DELLA MODA

Valentino Garavani spegne oggi ottantasei candeline

L’imperatore della moda, Valentino Garavani, festeggia oggi il suo compleanno.

Siede assise sul trono che tutti i suoi colleghi ambiscono. È lì, guardingo, a osservare il cammino intrapreso negli ultimi anni dal fashion biz.

E abbraccia il suo erede, Pier Paolo Piccioli lo stilista che, dal ritiro dalle scene di misters Garavani, ha avuto l’onore di portare avanti la tradizione artistica (e classica) della maison italiana.

Dopo di me, il diluvio“, sostenne in una passata intervista.

Ma ci sarà mai un dopo Valentino, c’è da chiedersi?

Garavani ha avuto sempre il dono della creazione. Fin da bambino, infatti, gli fu chiaro che il suo futuro sarebbe stato vissuto in atelier.

Fu la zia Rosa la prima destinataria del suo estro creativo, omaggiata con un abito che, da quanto raccontato, già evidenziava la sobrietà della firma stilistica del sarto.

Lo stilista di Voghera, all’anagrafe Valentino Clemente Ludovico Garavani, prese coscienza del suo dono artistico a Parigi quando, ancora diciassettenne, si portò ad apprendere il mestiere nella bottega di Jean Dessès.

Nella città francese s’imbatté nell’Opera di Barcellona rimanendo folgorato dagli abiti rossi proposti sul palcoscenico: “Capii in quel momento che, dopo il bianco e il nero, non esiste colore più bello”.

Mame Moda Buon compleanno a Valentino il re della moda. Ritratto valentino
Valentino Garavani è stato definito dagli americani la “Rolls Royce della moda”

Il giovane Valentino rimane legato a Dessès fino al 1955 per poi approdare nell’atelier di Guy Laroche. L’apprendistato durò solo due anni.

Nel 1957 decise di ritornare in Italia e, con l’appoggio dell’amato padre, apre il suo primo atelier in via Condotti, a Roma.

Seppur il suo debutto fu deludente, il giovane sarto lombardo non si diede per vinto.

All’orizzonte si profilavano novità che gli avrebbero dato una svolta alla sua carriera.

Qualche anno più in là, infatti, conosce Giancarlo Giammetti, giovane studente di architettura deciso ad aiutare la causa del suo amico.

Per Garavani vestì i panni di manager, amministratore, e addetto alla comunicazione per la stampa.

Una data che Valentino non potrà mai dimenticare è 1962.

Quest’anno sancisce, infatti, il successo del sarto.

Valentino sfila per la prima volta a Firenze, presso Palazzo Pitti. Al termine dello show il giovane e promettente designer fu accolto in passerella con una standing ovation.

Mia madre mi disse: “Li senti? Voglione te, perché ce l’hai fatta, hai vinto.”

In quell’occasione fu sommerso dalle ordinazioni. Da qui, la nascita del re della moda.

In brevissimo tempo riuscì a ottenere il consenso delle donne. Da Jackie Kennedy a Sophia Loren fino a Nancy Reagan: tutte vestivano le sue collezioni eleganti.

Fu Valentino a firmare l’abito da sposa che Jackie Kennedy indossò per il matrimonio con Aristotele Onassis.

Il rosso divenne la sua passionale firma e i fiocchi, il simbolo leggendario della maison.

La creatività è difficile da spiegare. È come una forza interna, un entusiasmo che non si spegne mai e che mi trasmette la forza di lavorare sempre in modo nuovo. Guardando le cose, le persone per strada la fantasia cammina e l’idea prende corpo attraverso la matita.”

Nel 1968 definì la sua prima linea ready-to-wear con un tripudio di abiti e mantelli total white presentati a Parigi.

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Qualche anno più tardi, era il 1989, nella capitale della moda presentò anche la collezione Haute Couture.

Nel 1998, la “Rolls Royce degli stilisti” – così venne definito dalla stampa americana – vendette la griffe per 500 miliardi alla Hdp, non rinunciando, però, al suo ruolo di creativo.

Nel settembre del 2007 viene annunciato il suo ritiro dopo quarantacinque anni di successi. Sfila per l’ultima volta a Parigi nell’ottobre del 2007.

Al suo posto viene nominata Alessandra Facchinetti ma la collaborazione tra maison Valentino e la stilista è destinata a durare solo pochi mesi.

Qualche settimana più tardi, la griffe annuncia le nomine di Maria Grazia Chiuri – oggi stilista per Dior – e Pier Paolo Piccioli nel ruolo di direttori creativi.

Oggi, Piccioli, porta avanti la maison sostenendo l’heritage imposto negli anni da Valentino Garavani.

 

 

 

 

 

Stefania Carpentieri
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