AUGURI GIORGIO ARMANI, RE INDISCUSSO DELLA MODA

AUGURI GIORGIO ARMANI, RE INDISCUSSO DELLA MODA

Giorgio Armani compie oggi ottantaquattro anni

Ottantaquattro primavera e quarantatré anni di indiscutibili successi con l’eponima griffe: Giorgio Armani festeggia il suo compleanno negli onori della moda.

Giorgio Armani è sinonimo di eleganza, di moda androgina ben calibrata, di una cultura innegabile per il bello e per il garbo.

Può essere definito protagonista dell’Alta Moda Italiana, sempre rigorosa e mai assoggettata alle regole del mercato.

Mame Moda Auguri Giorgio Armani, re indiscusso della moda. Giorgio Armani Backstage
Giorgio Armani durante le ultime prove di una giacca

Giorgio è figlio di una lunga gavetta, di anni colmi di sacrifici al fine di raggiungere l’obiettivo tanto agognato.

Gli inizi come studente in medicina, l’approccio con la moda ne La Rinascente, l’apprendistato in Nino Cerruti: ne ha fatta di strada il re della moda.

Armani vanta il privilegio di aver rilanciato il casual italiano con la giacca. Erano gli anni del dopoguerra, quelle settimane e quei mesi scanditi dall’ossessione per il colore.

L’operazione firmata da Giorgio Armani andò a ricostruire l’immagine delle nuove generazioni di donne con un abbigliamento mascolino e con l’obiettivo di assegnare più potere al gentil sesso.

“Volevo fare ordine, abolire diverse cose, pensando alla donna intelligente e autonoma, vestita in abiti austeri. Amo la moda che non si vede”.

Portò in passerella una giacca dalla foggia maschile realizzata con tessuti morbidi. Ne annullò fodere, sagomature, imbottiture e rinforzi.

Sdoganò, dunque, la diversità tra abbigliamento maschile e costume femminile con un solo indumento.

“La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere”

Oltreoceano la sua moda visionaria fu accolta con gran clamore. Nel 1978, la bellissima e talentuosa Diane Keaton ritirò l’Oscar come migliore attrice per il film Io & Annie in un completo giacca e pantaloni firmati Giorgio Armani.

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Nel 1980 fu Richard Gere in American Gigolò a presentarlo al mondo intero.

L’unione tra Giorgio e il cinema durò a lungo tempo. Questo silente sodalizio lo porta a presentare la collezione autunno/inverno 1981-82 ispirata Kagemusha, pellicola diretta da Kurosawa.

La linea non ebbe grande successo commerciale ma Giorgio, imperturbabile, tirò dritto per la sua strada.

Nello stesso anno, era il 1981, Armani creò “Emporio Armani“: la linea che abbracciò le nuove generazioni e le masse tutte. I clienti furono conquistati da capi dal mood sportswears. I jeans come i maglioni ebbero un forte successo tanto da spingere i marchi concorrenti a lanciare anch’essi una seconda linea.

“Non è vero che nella moda italiana vada tutto bene […] Se non vogliamo soltanto vendere i “gioielli del prêt-à-porter italiano, dobbiamo impegnarci a produrre per l’industria e per il pubblico abiti ragionevolmente portabili. Altrimenti rischiamo di avere solo design e metterci nelle condizioni di un designer che crea portacenere che non possono contenere la cenere”.

Lo stilista piacentino step by step, unì la moda elitaria a quella casual. Si pose l’obiettivo di trasmettere non solo la cultura del bello ma si fece portavoce di uno stile raffinato e garbato.

La storia di Giorgio Armani, che ebbe inizi negli anni Settanta, è oggi più vivida che mai.

Giorgio appare poco incline alla fruibilità della moda nell’era dei Social quasi da non sopportarne la superficialità che si cela dietro “l’organizzazione” scellerata che mette al tappeto il reale significato del far moda.

In occasione della presentazione Armani Privé Haute Couture autunno/inverno 2018-19, Giorgio Armani ha dichiarato: “Con questa sfilata voglio lanciare un messaggio culturale su come sia importante conoscere e mantenere le tecniche della lavorazione dell’Alta Moda, specie ai Millennials che se la tirano. Ogni tanto guardare un po’ allo chic del passato non nuoce!”

 

MAM-e rinnova gli auguri al Re indiscusso della moda.

 

 

 

Stefania Carpentieri
Meet the author / Stefania Carpentieri

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