ANNI ’30: IL GRANDE ABITO DA SERA BIANCO

ANNI ’30: IL GRANDE ABITO DA SERA BIANCO

Chanel, dal petit noir all’abito da sera bianco

Dopo essersi fatta promotrice della moda androgina, spiazzando tutti con il petit noir, Gabrielle Bonheur introduce nelle sue collezioni l’abito da sera bianco.

All’intraprendente Coco, definita dalla scrittrice Colette “Un torello nero della Camargue“, non mancava di certo la fantasia.

Arguta intelligenza, visionaria, anticonformista: la signorina della moda ha avuto il merito di essere l’antesignana di un’estetica forte e individualista.

Chanel è sicuramente la massima creatrice di tutti i tempi. È, come si è detto più volte, la promotrice di una moda femminile, fascinosa, mascolina e semplice.

Mame Moda Anni 30 il grande abito da sera bianco. Coco Chanel 1937
Abito Chanel 1937

Nelle sue migliori invenzioni appare l’abito nero abbinato con un filo di perle e le celebri decolleté bicolore.

I suo abiti estivi in lino erano leggerissimi. I tailleur con gonna che finiva sopra la caviglia e la giacca con maniche a tre quarti con cintura in stoffa, hanno segnato un’epoca.

L’abito da sera bianco fu, per molti, un modo nuovo di liberare la donna dal conformismo borghese.

Fu proprio nella terza decade che questa tipologia di abito prese largo nelle tendenze del costume dell’epoca.

L’industria cinematografica di Hollywood capì il potenziale di questo long dress e cercò di carpire i segreti del suo fascino.

Prima di chiedere aiuto ai couturier francesi, Hollywood tentò di creare un abito che combinasse l’idea di Coco Chanel con il taglio a sbieco di Madeleine Vionnet.

Il bianco divenne il colore del peccato. Era sensuale ma innocente, evidenziava la pelle diafana delle attrici americane e disegnava la silhouette delle loro generose forme.

L’abito da sera bianco in satin divenne un vero e proprio sex symbol.

I produttori cinematografici si erano prefissati il compito di provocare l’opinione pubblica. E ci riuscirono, in qualche modo.

Per farlo sembrare una seconda pelle, incollavano l’abito sul corpo nudo che lo si poteva togliere solo con l’aiuto di un ferro da stiro.

Mame Moda Anni 30 il grande abito da sera bianco. Madeleine Vionnet 1933
Abito bianco Madeleine Vionnet. 1933

L’abito da sera bianco concepito da Coco Chanel perse la sua innocenza.

Hollywood, però, rimaneva la vetrina migliore per i costumisti e, per cavalcare l’onda, si sottomisero alla prepotenza dell’industria cinematografico d’oltreoceano.

Perduta la sua eleganza, il white long dress acquisì maggior glamour.

La sua peculiare caratteristica era risplendere sotto i riflettori e per tal motivo fu ritenuto, a lungo tempo, il miglior amico delle grandi serate.

Celebre è l’abito indossato da Jean Harlow in Pranzo delle otto.

La bell’attrice dal fisico androgino, tanto ironica quanto seducente, indossa un abito bianco in satin con scollo all’americana.

Mame Moda Anni 30 il grande abito da sera bianco. Jean Harlow
Jean Harlow in Pranzo delle otto. 1933

La sua chioma biondo platino era perfettamente in pendant con il look di scena.

Il successo dell’abito da sera bianco è stato reso possibile grazie al contributo degli stylist di moda.

Gilbert Adrian, Edith Head, Travis Barton e Claudette Coulbert furono fondamentali per la popolarità dell’abito, delle star e del cinema hollywoodiano, of course!

Mademoiselle Coco Chanel tentò l’impresa di mitigare il suo carattere con le richieste insistenti delle dive di hollywood ma non ci riuscì.

Le attrici non erano abbastanza propense ad affidare la loro immagine alle collaboratrice della sarta e lei, senza pensarci due volte, si dedicò totalmente al sua casa.

Altri suoi colleghi, però, si adattarono alle richieste dei produttori.

Chi erano? Paul Poiret, Lanvin e  Worth erano tra quelli che grazie al cinema hollywoodiano hanno costruito il loro impero.

 

 

Stefania Carpentieri
Meet the author / Stefania Carpentieri

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