INTERVISTA A GIANNA MARTINENGO, IDEATRICE DEL PREMIO TECNOVISIONARIE

INTERVISTA A GIANNA MARTINENGO, IDEATRICE DEL PREMIO TECNOVISIONARIE

Gianna Martinengo premia 14 donne speciali capaci di inventare il futuro

Quando ho iniziato l’intervista a Gianna Martinengo avevo letto di lei che era una donna schiva, riservata, tipicamente piemontese. Nel corso dell’intervista ho potuto conoscere una donna aperta, decisa, molto simpatica e con interessi a 360 gradi. Dieci anni fa, nel 2007, ha avuto l’idea di costituire il premio Tecnovisionarie promosso da Women & Tech – Associazione Donne e Tecnologia. Quest’ultima riconosce, tra le tante, le eccellenze femminili che hanno saputo coniugare carriera e vita, creatività e predisposizione per l’innovazione e, soprattutto, i valori etici che sono stati le linee-guida della loro vita.

Milano: intervista a Gianna Martinengo, ideatrice del premio Tecnovisionarie
Il premio Tecnovisionarie nel 2017.

D: Come Le è venuto in mente nel 2007, Dottoressa Martinengo, di fondare questo premio per le eccellenze femminili?

R: Volevo combattere lo stereotipo che donne e tecnologia non fossero un binomio vincente. Mi premeva dimostrare che la tecnologia sviluppa il mondo del lavoro, soprattutto allora ma anche, evidentemente, oggi, e che la tecnologia non vive in un mondo a sé, ma fa parte di conoscenze a disposizione di tutti, integrando perfettamente cultura e scienza.

D: In un Paese che potrebbe vivere prevalentemente di turismo, la scienza declinata al femminile potrebbe non sembrare la priorità.

R: Abbiamo dimostrato, a partire dalla fine del secolo scorso sino ad oggi, quanto proprio l’Italia sia stata in grado di sviluppare talenti femminili nei campi scientifici e tecnologici.

D: Quanto è stato importante il periodo di Stanford per la Sua carriera e per lo sviluppo del Suo talento imprenditoriale?

R: In un periodo particolare della mia vita ho portato con me i miei due figli a Stanford e da lì ho incominciato, forse, una nuova vita. Ho allargato le mie competenze scientifiche e culturali e soprattutto ho capito che è indispensabile viaggiare per comprendere le esperienze degli altri luoghi di produzione culturale e scientifica. Fondamentale è anche la curiosità per l’innovazione, che si svolge prevalentemente all’estero.

Ho quindi potuto, pioniera nel mio settore, fondare numerose startup in Italia e all’estero, e sviluppare più di 800 progetti nel settore di impresa e nell’internazionalizzazione dell’innovazione tecnologica e sociale. È stato conseguente alla mia attività imprenditoriale l’impegno a sostegno delle donne. Quest’impegno mi ha portato, nel 2007, a realizzare il progetto Women & Technologies e a lanciare, nel 2008, il premio ‘Le Tecnovisionarie’.

D: Mi può descrivere il profilo di alcune delle vincitrici del premio di quest’anno?

R: Quest’anno abbiamo il piacere di premiare, nella stupenda cornice di Villa Erba, donne straordinarie come Marina Salamon per la creatività che ha sviluppato nel corso della sua vita e per le sue attività imprenditoriali e di “volontariato”. Giulia Veronesi, esperta di chirurgia robotica e donna di eccezionale talento,  sarà premiata per la categoria ‘Salute e ricerca medica’. Marta Anzani, membro del board di ADI e top manager di Poliform, sarà invece premiata per la categoria ‘Design’. Lella Costa, famosissima attrice e scrittrice, è da sempre impegnata nel sociale. Per la categoria ‘Percorsi innovativi di sviluppo’ sarà premiata Olga Iarussi, CEO Sud Europa di Triumph International. Per la ricerca scientifica abbiamo Maria Pia Bracchio, Professore Ordinario di Farmacologia, mentre per la categoria ‘Terzo settore’ Monica De Paoli, fondatrice di Milano Notai Associati. Ovviamente l’elenco è più lungo: non me ne vorranno le amiche che lo spazio da Lei concesso non mi ha permesso di nominare.

Nel corso della serata, premiate e partecipanti potranno ammirare, oltre ad una tela della collezione ANITÀ, le fotografie di Guido Taroni, che col titolo “Donne ConTurbanti“, ritrae una serie di donne con turbanti creati da Mantero, già nostro sponsor, per il progetto “Dee di Vita” a sostegno di “Salute allo Specchio Onlus“. Questo progetto, ideato da Valentina di Mattei e Giorgia Mangili, coinvolge donne specializzate in vari campi, impegnate a supportare psicologicamente altre donne meno fortunate che sono sottoposte al trattamento chemioterapico.

 

 

Alessandro Dalai
Meet the author / Alessandro Dalai

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>