Valentino licenzia Alessandra Facchinetti

È "disallineata" con la maison. Al suo posto Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli Alessandra Facchinetti è stata licenziata dalla maison Valentino, dove era arrivata poco più di un anno fa. Hanno dunque trovato puntualmente conferma i rumors che erano circolati nei giorni scorsi a Parigi, dove la Facchinetti ha presentato la sua seconda (e ultima) collezione. Al suo posto, i vertici della casa di moda, controllata dal fondo Permira, hanno nominato Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, entrambi in Valentino da dieci anni, fino ad oggi responsabili delle linee di accessori.

La collaborazione con Alessandra Facchinetti, ha dichiarato la Valentino SpA in una nota diffusa poche ore dopo la conclusione della sfilata, è terminata "a seguito di disallineamenti con la visione aziendale. Il suo contributo creativo (della Facchinetti. N.d.R.) e il raffinato talento artistico – prosegue il comunicato – sono stati molto apprezzati". Non abbastanza, tuttavia, da concederle un’altra chance.

Chiuri e Piccioli, entrambi diplomati all’Istituto europeo di design di Roma, prima di entrare alla maison Valentino avevano collaborato con Fendi, contribuendo al successo internazionale della famosa borsetta Baguette. Alla corte di Garavani hanno creato la linea di accessori che sforna ogni stagione decine di modelli, occupandosi anche di abbigliamento con Red. D’ora in poi saranno i direttori creativi di "tutte le categorie di prodotto", ma qualcuno vocifera che al loro fianco lo stesso Valentino potrebbe decidere di fare una clamorosa rentrée.

Per l’amministratore delegato di Valentino Spa, Stefano Sassi, Chiuri e Piccioli hanno "le giuste qualità creative e manageriali per rendere ancora più forte il marchio Valentino nel mondo del lusso. I risultati estremamente positivi delle loro linee di accessori, uniti alla loro profonda sintonia con lo spirito Valentino -ha continuato – fanno di loro la scelta perfetta per rinforzare e portare avanti il progetto aziendale".

Dopo l’esperienza negativa in Gucci e quella positiva per Moncler, la 36enne figlia di Roby dei Pooh è dunque ancora una volta costretta a fare le valigie. Uno strano destino, il suo: da Gucci si era dovuta far da parte sotto l’incalzare di Frida Giannini, al tempo responsabile degli accessori. Una storia che si ripete e che sembra contenere in sé un’amara sentenza: la moda parla sempre più il linguaggio degli oggetti di complemento e sempre meno quello degli abiti. Il fatturato delle maison più importanti dipende ormai per la maggior parte da quegli "accessori" che in realtà sono diventati il loro core business. Il mondo dei consumi risulta così sempre più polarizzato: da un lato gli "happy few" che possono permettersi un intero guardaroba griffato; dall’altro la stragrande maggioranza, costretta ad accontentarsi di una pochette o della cintura firmata.

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