Un 2010 danzante

Da Milano a Siena e Reggio Emilia e poi in Europa, da Parigi a Londra, fino a Berlino e San Pietroburgo, l’inizio dell’anno è all’insegna dell’arte coreutica. E che sia di buon auspicio per un nuovo anno positivo e sereno per tutti

Non solo Eleonora Abbagnato (intervista) volteggerà in una danza appassionata il giorno di Capodanno. Protagonista di un valzer viennese con l’etoile parigina Nicholas Leriche coreografato per l’occasione da Renato Zanella, la bella Eleonora volteggerà per l’etere in mondovisione grazie al tradizionale Concerto dei Wiener Philarmoniker diretti dal grande Georges Pretre; cui dalla Fenice farà da contro-canto televisivo l’affascinante Giuseppe Picone, a sua volta impegnato in una coreografia nel corso del concerto veneziano. Evviva. Ogni tanto la televisione nazionale si ricorda della danza di alta scuola. Ma ai cultori della materia non può essere sufficiente un passaggio televisivo minimale e quindi, come da tradizione, ecco una mappa degli appuntamenti ‘live’ più accattivanti per chi desidera inaugurare il 2010 con uno spettacolo di danza doc. Partiamo così per il nostro tour ideale, con un occhio privilegiato e d’obbligo fuori dai confini.

ITALIA
L’infortunio che ha impedito a Roberto Bolle di partecipare al primo spettacolo scaligero dell’anno – e all’attesissimo duetto con Massimo Murru sui Chants du Compagnon Errant di Mahler – non deve trattenere il pubblico dall’applaudire comunque il trittico bejartiano (composto anche da Oiseau de Feu e soprattutto da Le Sacre) in scena alla Scala di Milano fino al 5 gennaio. Tra i vari motivi, oltre all’opulenza ideologica della coreografia bejartiana, la raffinata presenza di Murru, appunto, come intenso viandante dei ‘Canti’ esistenziali di Béjart e, sul podio, un giovane maestro dall’impeto coinvolgente, Daniel Harding, che ha tutto per perpetuare una visione della musica alla Leonard Bernstein. Epico

Il 4 gennaio invece il Teatro dei Rinnovati, che si affaccia sulla mirabile cornice di Piazza del Campo, a Siena, ospita in prima assoluta il terzo tassello del percorso che Virgilio Sieni, insieme al filosofo Giorgio Agamben, sta elaborando intorno al De Rerum Natura di Lucrezio. Dopo La Natura delle Cose e Oro, ecco così L’ultimo giorno per noi, che esplora il tema dolente della morte e delle calamità, poderosamente cantato dal poeta e qui tradotto da una danza disarticolata e misteriosa che segna la maturità di un autore che, finalmente, sta trovando il suo giusto spazio anche all’estero (come il grande progetto sull’arte del gesto a Marsiglia e la presenza alla Biennale della Danza di Lione). Sofisticato

L’esiguo calendario coreografico nazionale per le prime settimane dell’anno nuovo ci spinge a segnalare, al Valli di Reggio Emilia il 16 gennaio, uno spettacolo senza dubbio ancora impregnato dello spirito fantasioso e immaginifico delle festività. Si tratta di Good Morning Mr Gershwin della premiata ditta Montalvo-Hervieu, coppia di coreografi e registi molto à la pàge in Francia e diventati beniamini anche della Fondazione Roma Europa il cui direttore Fabrizio Grifasi firma da quest’anno anche la stagione del Valli. Melting pot di danze di tutti i generi – dal balletto all’hip hop – e elaborazione di immagini virtuali in stretta dialettica con il reale, lo spettacolo onora la musica di Gershwin e le influenze delle varie culture afro che seppe tradurre in una musica lieve e corposa. Digestivo

EUROPA
All’Opéra Bastille, Parigi, fine anno e primi giorni del 2010 con Lo Schiaccianoci di Nureyev, occasione d’oro per vedere anche le nuove leve della Maison. Tra le distribuzioni il 30 dicembre c’è il nostro ottimo Alessio Carbone insieme a Melanie Hurel e il 31 la brillante Dorothée Gilbert ( in Carbone) con Karl Pasquette. Ma se capitate l’8 o il 9 gennaio da non perdere il nuovo astro, Mathias Heymann dal volo inafferrabile insieme all’ultimo prodigio del Bolshoi, la stella nascente Natalia Osipova. Al Palais Garnier invece dal 5 all’8 gennaio ospite il Béjart Ballet Lausanne, che ricorda il suo padre fondatore, amatissimo a Parigi, con quattro pieces su musiche contemporanee: la storica Sonate a Trois su musiche di Bartok, Le Marteu sans Maitre e il raro Diaolgue de l’ombre double su musiche di Boulez e Webern Opus V.Istituzionale

Al Theatre National de Chaillot, diretto dai su nominati Montalvo- Herveu, fino al 9 gennaio va invece in scena la riuscitissima versione postromantica di Blanche Neige firmata da Angelin Preljocaj per la sua compagnia: gioiello teatrale e coreografico sostenuto da un ottimo impianto visivo e dalla musica di Mahler. Visionario

A Londra invece continua il grande successo popolare di Swan Lake, che ha lanciato definitivamente l’estro narrativo e la sicura mano coreografica di Matthew Bourne ormai quindici anni fa. È in scena, come uno show, tutti i giorni fino al 24 gennaio al Sadler’s Wells. Al Covent Garden Royal Opera House il Royal Ballet propone fino al 13 gennaio uno spettacolo squisitamente british e molto adatto alle famiglie con il dittico formato da Les Patineurs e soprattutto Le Favole di Beatrix Potter, in cui Frederick Ashton mise in danza gli animaletti sapienti inventati dalla scrittrice vittoriana ispirata dall’amena campagna inglese. Fino al 1° gennaio però "regge" anche Schiaccianoci, nell’opulenta tradizionale edizione di sir Peter Wright. Se la sosta a Londra continua fino a metà mese, un’altra favola natalizia, The Snow Queen è al Coliseum con l’ottimo English National Ballet, che la danza nella coreografia tradizionale di Michael Corder. Pop

La scena off londinese è invece contrassegnata dalla ricerca di teatralizzazione delle danze urbane (hip hop in testa) in due appuntamenti interessanti: lo show Into the Hoods con la strepitosa formazione Zoonation (alla Queen Elisabeth Hall fino al 10 gennaio) e Pied Piper-A Hip Hop dance Revolution in cui tra hip hop e break dance, visioni e musica si racconta la storia del Pifferaio di Hamelin (al Barbican Centre fino al 3 gennaio). Meta-Pop

A Monaco di Baviera l’agguerrita compagnia dello Staatsballett – quest’anno al suo ventesimo compleanno- propone un Capodanno suggestivo: il 1 gennaio è in cartellone un percorso fantastico che guida gli spettatori lungo le segrete del Teatro Nazionale, tra cunicoli e sale, seguendo le visioni fantastiche inventate da Jiri Kylian nel suo Migratory Birds (anche il 3 gennaio). Creativo

Restando in Germania, a Dresda, fascinosa città della grande musica, il Dresden Semperoper Ballet, diretto dal giovane Aaron Watkin, sempre più agguerrito con il suo gruppo di eccellenti solisti (tra i quali Jiri Bubenicek e Natalia Sogolub), continua fino al 6 gennaio le repliche dello Schiaccianoci di Neumeier, fantastico viaggio nel mondo del balletto ottocentesco. Brillante

E a proposito di Neumeier, il suo Hamburg Ballet, in attesa di vedere al prossimo Festival di Spoleto il suo acclamato Orpheus, va in scena il 1 e 3 gennaio anche con l’Oratorio di Natale, ennesimo lavoro spirituale dell’autore americano, sulle musiche dell’amato Bach, dove spicca la figura di Lloyd Riggins. Intimista

Ancora sul versante ballettistico, a Berlino, lo Staatsballett Berlin diretto da Vladimir Malakhov si produce fino al 14 gennaio sia nello Schiaccianoci, sia – e forse è l’appuntamento più intrigante – nel Ciaikovsky di Boris Eifman, kolossal ricco di pathos e colore sulla vita e i travagli del grande musicista, nel quale Malakhov danza da protagonista l’8 e Polina Semionova interpreta la moglie di Ciaikovsky il 10. Appassionato

Sempre a Berlino, nell’innovativo spazio del Radial System V, il 30 e 31 dicembre e il 2 gennaio Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola, Sidi Larbi Cherkaoui, Luc Dunberry and Damien Jalet, per la Sacha Waltz and Guests, presentano d’avant, quartetto-confessione per quattro interpreti su musiche antiche fiamminghe.Intellettuale

Se poi capitate a San Pietroburgo e desiderate fare una sosta al leggendario Marijinsky, accanto al solito Schiaccianoci e a serate Petipa doc, segnaliamo il 3 e 5 gennaio un raro balletto squisitamente russo, tratto da una leggenda popolare e creato nel 1950 da un maestro del balletto drammatico sovietico oggi giustamente recuperato, Leonid Yacobson. Si tratta di Shurale, storia con maghi dei boschi, fanciulle dalle ali di uccelli, paesani furbi, interpretato dalla deliziosa Yevgenia Obtrastzova. Etnico

Tornando verso l’Italia, infine, sosta obbligatoria a Monte Carlo dove l’omonima compagnia, diretta da Jean Christophe Maillot danza nella sala di Garnier uno dei suoi programmi monografici, questa stagione dedicati tutti al centenario dei Ballets Russes di Diaghilev, che a Monaco soggiornarono a lungo. Bello il programma di fine anno (in cartellone fino al 3) con la Sheherazade rivista da Maillot e la novità del giovane Marco Goecke su Spectre de la Rose insieme a due gioielli firmati Kylian, Silent Cries e Les Noces. Aggiornamento a primavera, poi, per gli altri tasselli del prestigioso "Anno Diaghileviano" in modo che le feste pasquali del Principato possano unire, come si dovrebbe, ricreativo e culturale. Celebrativo

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