MIRÓ, JOAN

MIRÓ, JOAN

Joan Miró, il surrealista più surrealista di tutti, instancabile viaggiatore dell’universo Arte

Miró, Joan (Barcellona 1893-Palma di Maiorca 1983). Pittore scultore e ceramista spagnolo.

Visitò Parigi per la prima volta nel 1919 e da quell’anno al 1936 (quando iniziò la guerra civile spagnola) prese l’abitudine di passare l’inverno a Parigi e l’estate nella fattoria di famiglia vicino a Barcellona.

Il suo primo lavoro mostra l’influenza di vari movimenti moderni – fauvisme, cubismo (era amico di Picasso) e dadaismo – ma viene generalmente considerato come legato ai surrealisti, di cui firmò il primo manifesto nel 1924.

Per tutta la vita, sia che il suo lavoro fosse puramente astratto, sia che contenesse suggestioni figurative, Miró rimase fedele al principio fondante del surrealismo di lasciare libere le forze creative dell’inconscio dal controllo della logica e della ragione.

In ogni caso, nonostante André Breton avesse scritto che probabilmente era più surrealista lui di tutti noialtri, Miró non fu mai fondamentalmente membro del movimento e restò sempre sostanzialmente a latere, a causa della varietà, della genialità e della mancanza di vezzi del suo lavoro, che non mostra certi stereotipi amati dagli altri surrealisti.

Una delle opere in cui per la prima volta mostrò un’indubbia visione personale è Il Carnevale di Arlecchino (1924-25, Albright Knox Art Gallery, Buffalo), che rappresenta una bizzarra adunanza di creature simili a insetti che danzano e suonano.

La maggior parte delle sue opere presenta la deliziosa qualità del gioco che si vede in questo suo dipinto, ma fu ispirato anche dalle immagini molto più cupe, quando non brutali, della guerra civile spagnola, durante la quale disegnò manifesti di propaganda per i repubblicani in opposizione a Franco.

Si stabilì a Parigi nel 1936 a causa della guerra fredda civile, ma nel 1940 torò in Spagna per sfuggire all’occupazione tedesca della Francia; poi visse soprattutto nell’isola di Maiorca. Più o meno in questo periodo cominciò ad avere fama internazionale. Per il resto della sua lunga vita lavorò con grande energia in parecchi campi.

Nel 1944 cominciò a realizzare ceramiche e poco dopo si cimentò nella scultura, all’inizio in piccole terrecotte ma poi anche su opere di dimensione maggiore in bronzo.

Fu per la prima volta nel 1947 negli Stati Uniti, dove realizzò un enorme dipinto murale per la terrazza dell’Hotel Hilton di Cincinnati.

Questo venne incontro al suo desiderio di comunicare con un grande pubblico e molti dei suoi lavori principali degli anni Cinquanta si rifecero allo stesso spirito: un murale per l’Università di Harvard nel 1950 (oggi rimpiazzato con una copia in ceramica; l’originale è conservato al MoMA di New York) e due grandi decorazioni murali in ceramica, Il Muro del Sole e Il Muro della Luna (installate nel 1958) per l’edificio dell’UNESCO  a Parigi.

Un’altra manifestazione di questa sua esigenza di rendere l’arte ampiamente accessibile è stata la sua produzione di stampe (acqueforti e litografie).

Continuò a esplorare tecniche in età avanzata, sperimentando il disegno di vetrate intorno agli ottant’anni.

Nonostante la fama mondiale che aveva acquisito, era modesto, aveva un carattere riservato, era totalmente dedito al suo lavoro e in una delle sue rare apparizioni in pubblico criticò Picasso per quella che gli sembrava mania di pubblicità.

La Fondació Joan Miró fu aperta nel 1975 sul colle del Montijuic che domina Barcellona: funge sia da museo memoriale, ospitando una raccolta di opere di Miró, sia come centro di attività artistica.

Valerio Passera
Meet the author / Valerio Passera

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>